Sabato 5 marzo: abbracciamo il Colosseo
28 febbraio 2011 | Categoria: buona politica | Lascia un Commento
ROMA – 5 MARZO
ore 9.30 davanti al Colosseo
I Beni Culturali del nostro Paese sono un giacimento enorme di opportunità di crescita economica, sociale e culturale. Questo straordinario patrimonio ereditato dalla storia e di cui noi siamo custodi, appartiene all’intera umanità e questo carica il Paese della grande responsabilità di tramandarlo alle future generazioni. Sulla valorizzazione di questa immensa ricchezza l’Italia può costruire una strategia di sviluppo sostenibile per l’oggi e per il futuro.
Non “sentire†questa responsabilità e non cogliere questa opportunità non trova giustificazione alcuna. Per questo è necessario che chi vi opera per conservarlo, valorizzarlo, promuoverlo, gestirlo abbia un convinto sostegno, adeguati investimenti e riconoscimento professionale.
Tuttavia, insieme a tutte le diverse forme di produzione e fruizione culturale, oggi i Beni Culturali italiani sono in sofferenza per i pesanti tagli operati dalla legge finanziaria, i quali vanno ad aggiungersi al disinvestimento culturale che il nostro paese opera oramai da anni, penalizzando l’occupazione, le condizioni di lavoro, la professionalità e l’entusiasmo di tanti giovani.
Questo stato d’incuria è sintomo di un impoverimento culturale della società che non annuncia nulla di buono per il Paese.
Come Coalizione “Abbracciamo la cultura†vogliamo dare vita a un impegno diffuso per una forte “assunzione di responsabilità †da parte della collettività affinché venga definito un quadro trasparente di regole e di risorse certe, di lungo respiro che dia priorità alla “cura†del patrimonio culturale italiano e non a pochi eventi spettacolari e interventi emergenziali.
E’ necessaria una mobilitazione e una pressione pubblica che, a partire dalla discussione sulla “Legge di stabilità â€, sia in grado di costruire iniziative territoriali che coinvolgano le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, il mondo del credito e della finanza, le professioni, l’associazionismo diffuso, le istituzioni di ogni ordine e livello con i seguenti obiettivi:
- per una politica condivisa dei Beni Culturali che ne affermi la priorità nello sviluppo economico e culturale del paese;
- per garantire una gestione trasparente e partecipata dei Beni culturali;
- per affermare il valore della tutela dei Beni Culturali, basata sulla conservazione preventiva e contrastare la prassi dell’emergenza;
- per dare dignità al lavoro di tutti gli operatori del settore attraverso il riconoscimento legislativo, contrattuale e professionale;
- per dare trasparenza alle procedure di spesa nei Beni Culturali a partire dagli appalti di lavori servizi e forniture, escludendo le gare al massimo ribasso ed esercitando un forte controllo sulla sicurezza degli operatori;
- per garantire la qualificazione delle imprese che intervengono sul patrimonio culturale, fondata anche su adeguati requisiti di natura professionale;
- per rilanciare il ruolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
I promotori della coalizione “Abbracciamo la Culturaâ€:
ACLI Ambiente – AIB – ANA – ARCI - A.R.CO.BCI – ARR – AUSER – CGIL – CIA – – IA.CS – INU – LEGAMBIENTE – Lavoratori PIERRECI – UIL BAC – A.R.I. – Assotecnici –
Ass. per L’Economia della Cultura - CSA PA BC Un. La Sapienza
All’appello possono aderire tutti i cittadini ma anche le associazioni e gli operatori del settore, le istituzioni educative e formative, il volontariato che opera nel campo ambientale e sociale, le Istituzioni Locali…
http://www.abbracciamolacultura.it/
Lascia un Commento | PermalinkLa Cultura in Rovina e gli Sprechi della Casta
17 febbraio 2011 | Categoria: Malefatte | Lascia un Commento
Un libro da leggere!
«Vandali»: come il nostro Paese sta sperperando la sua ricchezza
L’Italia, il Paese con più siti Unesco «patrimonio dell’umanità », sta distruggendo la sua unica ricchezza: l’arte e il paesaggio. Al danno culturale va sommato quello economico. Eravamo i primi al mondo nel turismo, siamo scivolati al 28˚posto. La politica? Troppo concentrata sui suoi privilegi per potersene occupare. Un quadro desolante raccontato in «Vandali» (Rizzoli, 18 e), l’ultimo libro degli inviati del «Corriere» Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Pubblichiamo qui uno stralcio dell’ultimo capitolo.
«Non ci sta ‘o tempio greco antico? E noi lo facciamo nuovo nuovo!». La luminosa idea folgora il consiglio comunale di Albanella, un comune salernitano nell’entroterra di Paestum il 28 novembre 2005. Detto fatto, votano una delibera ufficiale. Certo, in contrada San Nicola c’è un tempio vero, dedicato a Demetra, dea delle messi, del IV secolo a.C., mai portato alla luce nonostante gli archeologi chiedano da tempo immemorabile un po’ di fondi per gli scavi. Ma dite voi: perché tenersi dei vecchi ruderi marci se si può fare una bella cosa antica su misura?
Varano così, per sfruttare un po’ di finanziamenti Fas (Fondo aree sottoutilizzate), il progetto di «un parco urbano a tema denominato “Megale Hellas”» che, ricorda il giornale «Positano News», «prevede una spesa di 1.444.444,44 euro e dovrebbe inserirsi all’interno di un circuito turistico che consenta di “coptare” i turisti che annualmente si recano in visita al Museo archeologico della città di Paestum. Il progetto prevede la realizzazione di un anfiteatro sulla cui sommità sorgerebbe una riproduzione di un tempio realizzato in calcestruzzo armato rivestito in travertino». (…)
Macché: nonostante gli appoggi in consiglio regionale, il grande sogno del tempio dorico in calcestruzzo viene travolto dalle polemiche, dagli strilli di indignazione degli archeologi e dalle avvisaglie di un’inchiesta della Corte dei conti. Peccato. Perché sarebbe stato la metafora perfetta di come la cattiva politica, mentre dieci, cento, mille templi di Demetra sono abbandonati all’incuria e ai tombaroli, se ne sta chiusa nel tempio dei propri privilegi.
Quanto costano ad esempio i voliblu dei ministri, dei sottosegretari e di chi ricopre alte cariche istituzionali? A Londra vi basterebbe andare sul sito web di Downing Street: ci sono uno per uno tutti i viaggi all’estero fatti dai membri del governo che abbiano comportato per l’erario una spesa superiore alle 500 sterline. Dal 1997 a oggi. Vi si spiega se il ministro ha viaggiato in treno, con volo di linea, con un aereo del 32° squadrone della Raf o altro apparecchio a disposizione. Perché viaggiava. Chi c’era a bordo. (…)
Qui no. Zero su Internet, zero sui documenti ufficiali, zero sui bilanci a disposizione dei cittadini. «Fate una richiesta ufficiale». L’abbiamo fatta. Tempestando di lettere la presidenza del Consiglio. Cocciuti. Tutti i giorni. Lunedì, martedì, mercoledì… Per settimane.(…) Un muro inespugnabile. Finché, miracolo miracoloso, dopo due mesi, a gennaio 2011, è arrivata una risposta. Da incorniciare. Vi «si fa presente che le informazioni relative ai costi sostenuti dalla Cai», cioè quelle più importanti perché riguardano i servizi segreti, «sono coperte da vincolo di riservatezza, che involge l’intera attività della compagnia area». E che «per quanto concerne, invece, i dati ostensibili, si è in attesa delle risultanze che saranno fornite dall’Aeronautica militare, cui è stata inoltrata richiesta in tal senso». Quindi? Amen. (…)
Eppure, perfino le scarne informazioni concesse aiutano a capire. (…) Dall’insediamento del Cavaliere l’8 maggio 2008 al 31 dicembre gli aereiblu volano 3.294 ore: 411 al mese. Nel 2009, 5.931 ore: 494 al mese. Nei primi dieci mesi del 2010, 5.076 ore: 507 al mese. Confrontiamo su dati omogenei il 2005 dei record e il 2009? Nel 2005 c’erano al governo 98 persone, nel 2009 mediamente 61. Conclusione: nell’anno del primato costato complessivamente 65 milioni di euro, gli aerei del 31° stormo volarono 78 ore e 50 minuti l’anno per ogni membro del governo, nel 2009 per 97 ore e 15 minuti. Un aumento del 23,3%. Alla faccia di tutti i bla bla sui costi della politica e le promesse di tagli. (…) E i voliblu coi «servizi»? Segreti. I costi totali? Segretissimi. (…)
È questa sproporzione tra il Palazzo e tutto il resto che stordisce. (…) Ricordate la storia dello psichiatra Luigi Cancrini? Eletto deputato coi Comunisti italiani, sosteneva che gli spettasse oltre allo stipendio della Camera anche il vitalizio della Regione Lazio maturato dopo esser stato consigliere regionale per tre legislature. Era così sicuro di averne diritto da fare ricorso al tribunale civile di Roma. Scoppiò un putiferio. E prese le distanze anche il governatore Piero Marrazzo: «I costi della politica sono già così alti che se riuscissimo a ridurne qualcuno faremmo cosa buona e giusta».
Sagge parole. In seguito allo scandalo che lo costrinse a dimettersi è arrivato però anche il suo turno. E allora non c’è stato più «costo della politica» che tenesse. Anzi, gli è sembrata cosa buona e giusta, archiviata l’avventura politica dopo appena quattro anni e mezzo da governatore e incamerata la liquidazione (31.103 euro per un solo mandato quinquennale) passare all’incasso anche per il vitalizio. Possibile? E da quando? Alla domanda di Giuseppe Rossodivita, il capogruppo radicale in Regione deciso a vederci chiaro, è stato risposto: dal 12 maggio 2010. Quando l’ex presidente, nato il 29 luglio 1958, aveva 51 anni. Quattordici in meno di quelli richiesti per andare in pensione agli italiani. (…)
Non basta: grazie al fatto che quella prebenda mensile è un vitalizio e non una pensione, distinzione che fa salire il sangue alla testa ai lavoratori normali quale che sia il loro reddito, Marrazzo potrà liberamente cumulare i soldi con lo stipendio di giornalista della Rai (discreto se è vero che giurava di rimetterci, a fare il presidente regionale) dove nel frattempo è rientrato.
Anno dopo anno, gonfia gonfia, la bolla dei vitalizi è diventata un problema abnorme: l’ente presieduto oggi da Renata Polverini ha speso nel 2010, per 179 vitalizi e 38 trattamenti di reversibilità , qualcosa come 16 milioni di euro. (…) Ancora più sconcertante è lo squilibrio tra i contributi che entrano dai consiglieri regionali in carica e quelli che escono per garantire una serena vecchiaia (vecchiaia si fa per dire, visti gli arzilli cinquantenni…) ai pensionati. Entrate: meno di 1,7 milioni. Uscite: 16. Quasi dieci volte di più. (…) Eppure alla Camera va perfino peggio: per ogni euro che entra ne escono 12. E al Senato peggio ancora che alla Camera: uno entra, 13 escono. Una vera catastrofe finanziaria: per i vitalizi degli ex onorevoli nel solo 2010 abbiamo speso 219 milioni. Molto più di quanto incassano in due anni tutti i nostri musei e siti archeologici messi insieme. (…)
Non hanno dubbi, i nostri, sulla sacralità intoccabile dei loro privilegi. Lo conferma ciò che successe quando, nel dicembre del 2010, i deputati dell’Api Bruno Tabacci e Marco Calgaro proposero di reinserire nella riforma dell’Università un emendamento per dirottare 20 milioni l’anno dei rimborsi elettorali ai ricercatori, emendamento fatto passare miracolosamente al Senato da Francesco Rutelli in un momento di distrazione collettiva, ma prontamente abolito alla Camera. Venti milioni? Un quindicesimo del rimborso annuale? Mai! E la proposta, nonostante fossero giorni in cui destra e sinistra non si sarebbero accordate manco sull’uso o meno dell’ombrello in caso di diluvio, venne stracciata con il concorso di 45 deputati dell’opposizione. In linea con la tesi dello storico «tesoriere» della sinistra Ugo Sposetti. Che aveva liquidato l’idea come «indecente». (…)
Nessuno stupore. Su quello scoglio si era già schiantato pochi mesi prima Giulio Tremonti. Il quale, proponendo un taglio dei rimborsi ai partiti del 50% si era via via dovuto rassegnare a tagliare il 30%. Poi il 20%. Poi il 10%… E non subito. Ma a partire dal 2013 (future «politiche») oppure dal 2014 (future «europee») o addirittura dal 2015, prima scadenza delle «regionali». Indecoroso. Tanto più che la stessa manovra contemporaneamente prevedeva di tagliare del 5% o del 10% gli stipendi pubblici più alti a partire da subito: dal 1° gennaio 2011.
Un momento: non tutti gli stipendi pubblici. Non quelli, ad esempio, dei collaboratori più stretti del governo a Palazzo Chigi. Lo dice lo stesso bilancio ufficiale. Spiegando che il taglio tremontiano valido per tutti gli altri italiani «ha sollevato alcuni dubbi di natura interpretativa con specifico riferimento ai destinatari». Quindi? Quindi, in attesa di capire bene, tagli congelati. Anzi, il capitolo di spesa per i compensi del segretario generale e i suoi facenti funzioni dovrebbe crescere nel 2011 da 430.000 a 520.000 euro. Come pure la voce che riguarda lo stipendio di Berlusconi, dei ministri senza portafoglio e dei sottosegretari alla presidenza: da 1,6 a 2,1 milioni. Cinquecentomila euro in più. Un aumento venti volte superiore all’inflazione.
E non è l’unica impennata. Nel preventivo 2009 le spese di rappresentanza erano fissate in 200.000 euro. Sono quadruplicate: 800.000. Quelle per i convegni, i congressi, le visite ufficiali del premier erano stabilite in 900.000 euro: hanno passato di slancio i 6 milioni, più quasi 4 non previsti per «spese relative a eventi istituzionali anche di rilevanza internazionale». Totale: una decina. Oltre il decuplo. Come di dieci volte sono aumentate le spese legali e le parcelle degli avvocati: un milione nelle previsioni, 10.651.000 euro nel consuntivo. Com’è possibile sbagliarsi di dieci volte? (…)
Ed è giusto che i palazzi del Palazzo, a dispetto di tutte le promesse di sobrietà , continuino ad aumentare? Erano 15, nel 2007, gli edifici occupati dalla presidenza del Consiglio e dai suoi «allegati». E sembravano già un’esagerazione. Macché: nel 2009 il patrimonio immobiliare si è arricchito di un nuovo stabile in via dei Laterani 36, un altro preso in affitto in via della Vite e un terzo ancora in via dell’Umiltà . Operazioni che hanno fatto lievitare nel 2011 da 10 a 13,7 milioni l’esborso per affitti. Un salasso aggravato da altri 8 milioni abbondanti spesi per «la ristrutturazione del padiglione centrale» di un palazzo in via della Mercede comprato in precedenza insieme con un altro stabile ancora sullo stesso marciapiede, ma separati da una stradina. Una seccatura: come passare dall’uno all’altro quando piove, senza bagnarsi o essere costretti ad aprire l’ombrello? Si farà un «collegamento ipogeo». Cioè un tunnel sotterraneo. Costo previsto: 250.000 euro al metro. Per un totale di 2 milioni e mezzo. Uno in più dei fondi per gli «interventi per il restauro e la sicurezza della Domus Aurea e dell’area archeologica centrale di Roma»…
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella
13 febbraio 2011
Il crollo dell’acquedotto
4 febbraio 2011 | Categoria: Malefatte | 1 Commento
Continua il degrado del patrimonio archeologico e artistico tiburtino!
Dopo l’abbandono della Tomba della Vestale Cossinia, l’infiltrazione d’acqua nella torre della
Rocca Pia appena restaurata, la scomparsa assurda della statua di Mitoraj, i ponteggi che sostengono alcuni edifici della Villa di Adriano, ora è toccato agli imponenti resti dell’acquedotto Anio Novus che fiancheggiano via dei Ruderi Romani.
Il tratto di acquedotto, che versava in gravi condizioni di staticità , ha visto circa due anni e mezzo fa l’apertura di un cantiere di consolidamento nel quale dall’estate scorsa non lavora più nessuno. Restano i ponteggi e le reti di contenimento che non impediscono comunque la quotidiana caduta di frammenti.
Un blocco enorme già a terra, isolato dal tratto ancora in piedi, aggredito da edere decennali, sta per cadere ed impedisce l’accesso alle abitazioni di quindici famiglie ed al ristorante che risiedono lungo via dei Ruderi Romani chiusa al transito, anche pedonale, dai Vigili del fuoco.
I tecnici del genio civile e della Soprintendenza ai beni archeologici, vista la precarietà dell’equilibrio del blocco e viste le sue dimensioni, hanno deciso per la sua demolizione.
La vicenda denota ancora una volta la trascuratezza e l’indifferenza con le quali viene affrontata la tutela del patrimonio archeologico nazionale e tiburtino in particolare. Solo se cadono i pezzi e se i pezzi caduti costituiscono impedimento alla quotidianità ci si preoccupa momentaneamente del monumento, ma spesso è tardi.
E’ sufficiente percorrere la strada di Pomata e cercare i resti delle importantissime ville rustiche, per constatarne l’abbandono ed il degrado. La Villa degli Arcinelli per esempio, il cui muro a blocchi ciclopici sta per crollare o la Villa delle Pianelle completamente coperta da rovi ed edere. Non un progetto di pulizia, di consolidamento, di valorizzazione, di minimo interessamento delle amministrazioni comunali che si succedono.
Recentemente la Provincia di Roma ha presentato a Frascati un progetto di valorizzazione cui Legambiente Tivoli ha collaborato in passato, che nell’ambito dell’Agro romano antico riguarda la strada di Pomata. In quattro anni solo il progetto! Nello stesso tempo la Provincia ha sospeso il servizio del sito internet all’Agro romano dedicato, utile alla cultura, al turismo locale, alla valorizzazione del territorio.
Intanto il tempo passa, i resti archeologici crollano, la memoria scompare, e non è questione di fondi mancanti: si sceglie di finanziare altro invece della cultura! E ci chiediamo, quanto costa il noleggio dei ponteggi che restano a puntello per anni?
1 Commento | PermalinkIl giorno della Memoria!
27 gennaio 2011 | Categoria: cose di sinistra | Lascia un Commento
Cari amici
27 Gennaio, il Giorno della Memoria! Per non dimenticare l’orrore degli stermini nazisti e per riportare alla memoria tutti gli stermini di massa che fanno parte della storia. Anche quelli di oggi. Basta guardarsi intorno, aprire gli occhi al mondo!
Ognuno dovrebbe fare la sua parte. Ovviamente l’amministrazione tiburtina di centro destra si è guardata bene dal mettere in piedi una benché minima manifestazione pubblica. Nemmeno un manifesto sui muri della città . Ma da chi dimostra povertà di idee ed insensibilità nell’amministrare non ci si può aspettare il ricordo e nemmeno lo stimolo a far riflettere.
Il mio minimo impegno è una foto, in questa occasione più grande del solito. L’ho scattata a Berlino un anno e mezzo fa: una scolaresca di bambini guarda le Pietre di inciampo mentre la maestra ne spiega il significato. Per chi non le conosce, sono pietre di ottone poste sul selciato delle strade davanti alle case i cui abitanti sono stati deportati ed uccisi nei lager. Ognuna di esse porta inciso il nome del deportato, a memoria ed a monito. Ideate dall’artista tedesco Gunter Demning  trenta sono state poste a Roma lo scorso anno e pochi giorni dopo imbrattate di vernice nera.
In quel momento, di emozione, ho capito la forza di un popolo che trae la sua forza dal non nascondere il suo passato turpe e di farlo conoscere alle generazioni più giovani perché non si ripeta e non venga ripetuto. In quel momento ho pensato anche al nostro essere poco attenti, al nostro velo di oblio che continua a nascondere i massacri che, al fianco dei tedeschi, abbiamo compiuto in Albania e Jugoslavia.
Voglio ringraziare pubblicamente Marco Paolini che ci ha offerto, ieri sera su la 7 che non l’ha interrotta con la pubblicità , ancora una volta una grandissima indimenticabile orazione civile, non avevo mai visto i suoi occhi umidi di lacrime.
Lascia un Commento | PermalinkRocca Pia: Dobbiamo preoccuparci?
16 gennaio 2011 | Categoria: Malefatte | 2 Commenti
Da alcuni giorni una grossa infiltrazione di acqua piovana è visibile sulla torre mezzana della Rocca Pia. E’ presumibile che, a causa della mancanza di manutenzione, si sia otturato, a causa del guano degli uccelli o di qualche altro elemento, un canale di scolo del camminamento. Viste le dimensioni della macchia e lo spessore dei muri potremmo supporre che qualche ambiente interno si sia allagato.
Eppure sono terminati da poco i lavori di restauro e messa in sicurezza che dovrebbero consentire a breve la riapertura al pubblico e l’installazione di un centro per le informazioni turistiche di quello che sarà il Polo Culturale Tiburtino articolato sul coordinamento delle tre Ville, il Santuario di Ercole Vincitore e la Rocca stessa.
Nel segnalare la perdita ci permettiamo di esprimere preoccupazione per le sorti del monumento fatto erigere da Pio II, non per la robustezza che continua a dimostrare nonostante il passare dei secoli ma per l’assoluta incuria cui sembra essere esposto.
Ci chiediamo: è’ possibile che dopo corposi e costosi lavori di restauro si manifesti un inconveniente del genere, mai osservato negli ultimi anni e che può aver causato danni? Saranno stati collaudati i lavori che alla cittadinanza furono presentati solo in fase di progetto? E’ possibile che non ci sia un qualche incaricato che ogni tanto faccia ogni tanto un giro di controllo negli ambienti?
Il monumento, che non è stato ancora riconsegnato alla Soprintendenza dal Comune che ne ha gestito i lavori di restauro, non può tornare al precedente stato di abbandono che permise anche scorrerie di vandali e stupidi furti.
Conoscendo le difficoltà di bilancio di Comune e Soprintendenze il Circolo Legambiente e le associazioni di Protezione che con il Circolo collaborano si offrono volontariamente e gratuitamente per un periodico servizio di controllo all’esterno e negli ambienti interni fino a quando il monumento sarà riaperto.
2 Commenti | PermalinkLo spot atomico finto-neutrale!
6 gennaio 2011 | Categoria: Malefatte | Lascia un Commento
Campagna da 6 milioni di euro pagata dalla lobby delle centrali. Il forum per
l’informazione obiettiva sul nucleare, guidato da uomini di Enel e Ed
Gli antinuclearisti hanno reagito rabbiosamente. Altro che spot neutrale,
protestano. Chicco Testa, presidente del Forum nucleare italiano, ironizza
sulle critiche attirate dalla massiccia campagna pubblicitaria per una
discussione senza pregiudizi sull’energia atomica: “Qualcuno sostiene che aver +
dato gli scacchi bianchi al filonucleare comunica in modo subliminale che
quella è la parte miglioreâ€. Testa ha ragione. E’ inutile analizzare i
contenuti visivi e testuali di uno spot televisivo per capire da che parte
tira. Si fa molto prima a guardare chi lo paga. E così si scopre che, in un
Paese dove l’opposizione è accusata di ostacolare la regolare attività di
governo, qualcuno considera normale che la lobby nucleare si tassi per affidare
a se stessa l’informazione equilibrata da dare al popolo.
Testa conosce l’argomento. L’Enel l’ha scelto per sanare i danni gravissimi
da lui stesso prodotti alla cultura nucleare nazionale negli anni ‘80, quando
guidava le manifestazioni per fermare le centrali. E’ lui che il 9 novembre
1987, deputato comunista, così commentava l’esito del referendum nucleare: “Il
risultato è di grandissimo interesse politico. La battaglia è stata dura per i
grossi interessi in campoâ€. Adesso evidentemente non ci sono più interessi in
campo. Forse i 6 milioni stanziati per la campagna pubblicitaria sono
disinteressati. E così, con la mente libera di spaziare senza pregiudizi nelle
ampie praterie della conoscenza, l’ex leader antinucleare inonda tv e giornali
con lo spot che invita a informarsi in modo serio, senza stare a sentire le
assurdità propalate dai suoi successori di Legambiente e simili.
Lo spot
Creato dalla Saatchi & Saatchi così velocemente da andare in onda prima che
il Forum nominasse il comitato scientifico che doveva approvarlo, rappresenta
una partita a scacchi tra un favorevole e un contrario al nucleare, che sono
poi la stessa persona, a rappresentare il dubbio che è in noi. Il dubbioso ha
il nero, però muove per primo: “Sono contrario all’energia nucleare perché mi
preoccupo per i miei figliâ€. Apertura generica. Il bianco replica mostrando
conoscenze specifiche: “Sono favorevole perché tra cinquant’anni non potranno
contare solo sui combustibili fossiliâ€. E con i combustibili fossili, che tutti
i telespettatori hanno imparato a enumerare fin dalle elementari, i figli sono
sistemati.
Lo spaesato ci riprova: “Ci sono dei dubbi sulle centraliâ€. E’ ancora
generico e disinformato, e il granitico lo infilza di nuovo: “Ma non ce ne sono
sulla sicurezzaâ€. E passa la paura. Terzo tentativo: “Il nucleare è una mossa
azzardata per il Paeseâ€, ci riprova l’ignorante. “O forse è una grande mossaâ€,
insinua l’ottimista con il tono di chi sa a chi chiedere le dritte per vincere
in Borsa. La voce neutrale dell’arbitro chiude lo spot: “E tu sei a favore o
contro l’energia nucleare? O non hai ancora una posizione?â€. Inutile qui
ricordare i commenti diffusi nella Rete sui gradi angolari della posizione che
lo spot suggerisce (subliminalmente) al cittadino.
Il caso
Lo spot finto neutrale solleva un problema più generale. L’informazione
equilibrata e obiettiva sul nucleare, gestita dal Forum di Chicco Testa, è
finanziata (fino a oggi per 7 milioni, mentre il budget 2011 è ancora in fase
di definizione) dalle seguenti aziende, in ordine alfabetico: Alstom, Ansaldo
Nucleare, Areva, Confindustria, Eon, Edf, Edison, Enel, Federprogetti, Gdf
Suez, Sogin, Stratinvest Ru, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Westinghouse.
Tra i soci del Forum ci sono anche Cisl e Uil di categoria, più alcune
Università italiane.
I dirigenti del Forum sono, oltre a Chicco Testa, Bruno D’Onghia (capo in
Italia dell’Edf, gigante elettrico nucleare francese), Karen Daifuku (nota
lobbista internazionale del settore), e tre dirigenti Enel: Giancarlo
Aquilanti, Paolo Iammatteo e Federico Colosi. L’associazione è fondata sul
“supportoorganizzativoestrategico†della Hill & Knowlton, multinazionale della
comunicazione. Testa, che non disdegna mai la polemica, replica alle critiche
degli antinuclearisti con una provocazione: “Mi diano sui loro siti lo stesso
spazio che noi diamo a loro sul nostro Forumâ€.
da Il Fatto Quotidiano del 5 gennaio 2011
Un saluto…..
3 gennaio 2011 | Categoria: cose di sinistra | Lascia un Commento
… a Lorenzo Pinto, collega macchinista ancora in servizio sugli eurostar che ci ha lasciati ieri all’improvviso. Mi piace riportare una sua riflessione di qualche anno fa, drammaticamente vera, parte di una lettera che aveva scritto per il convegno “I comitati civili contro silenzi ed impunità ” che si era tenuto a genova nel 2003. Suo fratello era morto nella strage fascista di Brescia del 28 maggio 1974!
«(…) Noi siamo il Paese delle Associazioni delle vittime. Cosa vuol dire che i familiari si riuniscono e si battono per avere giustizia? Vuol dire che senza l’impegno di una parte di società per strappare la verità , è difficile che la verità venga fuori. Vuol dire che c’è una ferita nelle regole della democrazia, nel nostro Paese, talmente profonda che non può essere rimarginata con l’oblio, la rimozione. Vuol dire che c’è una ferita nel concetto di libertà . Vuol dire che c’è una frattura fra libertà e regole…»
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BUON 2011!!!!!!
1 gennaio 2011 | Categoria: cose di sinistra | Lascia un Commento
Che per tutti noi sia un anno migliore! Che si allontani questa cappa che ci opprime creata da uomini piccoli ed ottusi ma di immensa voracità ! Che sotto un cielo sereno continui e si espanda l’aggregazione di persone libere, stanche del conformismo e del servilismo dilagante!    Che un briciolo di umiltà ci accompagni per stringere mani e spiriti provenienti da altre e storie ed insieme camminare!
Intanto da oggi i pedaggi autostradali sulla A24 sono aumentati del 8,14 per cento e per gli abbonamenti dei trasporti pubblici si preannunciano prezzi più alti! La tariffa 2011 sui rifiuti per i cittadini di Tivoli aumenterà di molto, e per gli esercizi pubblici (quelli che pagano regolarmente poichè il 48% di essi si rifiuta inopinatamente di pagare dal 2006), sarà una stangata con aumenti stratosferici, poichè l’amministrazione comunale ha eliminato il contributo in bilancio destinato ad ammortizzarne le distorsioni. L’addizionale Irpef regionale è aumentata ancora mentre per le altre tariffe dei servizi (acqua ed energia comprese) si prospettano nuovi aumenti.
E’ un buon inizio!? Occorre resistere e reagire!
MOBILITA’ QUADRANTE ROMA EST: PROBLEMA RISOLTO!
9 dicembre 2010 | Categoria: Malefatte | Lascia un Commento
I pendolari della Val d’Aniene possono tirare un grosso sospiro di sollievo: finalmente i loro problemi saranno a breve risolti.
Uno squadrone di grandi esperti provenienti dalla zona sono stati assunti, per chiamata diretta, all’Atac del signor Adalberto Bertucci, guidoniano, fino a poco tempo fa amministratore delegato della municipalizzata romana ed attualmente suo consulente grazie ad un lauto compenso.
Di ottocentocinquantaquattro raccomandati assunti, il dieci per cento almeno proviene da Guidonia, Tivoli, Castel Madama e dintorni.
Consiglieri comunali e sindacalisti in carica, parenti di primo e secondo grado, autisti personali,  portaborse, gli esperti, grandi conoscitori del territorio e delle sue strade si sono già messi al lavoro per risolvere il problema “code infiniteâ€. D’altronde i loro curriculum personali contengono attestati di specializzazione ottenuti nelle più prestigiose università partitiche e sindacali.
Per Tivoli fanno parte del trust di cervelli due consiglieri comunali del centro destra che sono ora costretti a dividere le loro energie tra i banchi sempre affollati del Consiglio comunale e la ricerca, lungo i corridoi della sede Atac, del tavolo tecnico creato appositamente per affrontare il problema.
I pendolari tiburtini esprimono profonda soddisfazione poiché, finalmente, sono rappresentati direttamente nella commissione tecnica dalla quale scaturirà un grande Piano della mobilità destinato a cambiare radicalmente le vicende della loro tribolazione quotidiana.
Era ora che il nuovo che avanza del centro-destra dimostrasse come si governa e come si fa politica nuova e seria.
E’ un metodo esemplare cui i cittadini possono rivolgere fiducia e speranza. I tiburtini, per quanto li riguarda, mentre attendono ancora con curiosità l’apertura al traffico del Ponte della Pace previsto nel programma elettorale del Sindaco Gallotti, si aspettano una vera e propria rivoluzione: dei flussi di traffico cittadini, del servizio urbano della Cat, dei collegamenti tra il centro e le frazioni.
Restiamo in attesa e nel frattempo leggiamo un’intervista del Sindaco rilasciata al settimanale Tiburno nella quale parla del clientelismo della prima Repubblica!
Ma fateci il piacere tutti quanti! Quelli di prima che hanno acquistato autobus inutilizzabili e quelli di adesso! Siete gli stessi, quelli delle raccomandazioni e quelli delle tessere, quelli che continuano a distruggere il paese, lo sfruttano e lo rendono ridicolo, quelli senza etica, cultura ed onestà .
Quelli che non possono guardarci dritto negli occhi senza leggere il disgusto e l’esigenza di una politica intesa come servizio: onesta e corretta!
Lascia un Commento | PermalinkUna giornata offensiva!
1 dicembre 2010 | Categoria: Malefatte | Lascia un Commento
Per il prossimo 9 febbraio il Governo ha istituito la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. Decisione moralmente mostruosa, poiché offende la memoria di Eluana Englaro, che in quel giorno finalmente vedeva un anno fa rispettata la sua volontà sul proprio corpo. Decisione istituzionalmente irricevibile, poiché ufficializza come “delitto†una sacrosanta sentenza della magistratura. Decisione che infanga la Costituzione, poiché con essa il governo intende addirittura solennizzare la pretesa invereconda che la vita di ogni cittadino, anziché appartenere a chi la vive, sia alla mercé di una maggioranza parlamentare.
Di fronte a questa vergognosa provocazione diventa inevitabile e doveroso che tutta l’Italia democratica e laica, senza eccezioni, proclami il 9 febbraio Giornata nazionale della libera scelta sulla propria vita, onorando così la memoria di Eluana, di Piergiorgio Welby, di Luca Coscioni, e dei tanti altri che oltre alla tragedia della condanna a morte per malattia hanno dovuto affrontare anche la violenza di governi che vogliono costringere i malati alla tortura delle sofferenze terminali.
MicroMega chiede a tutte le associazioni laiche, a tutte le testate giornalistiche e i siti web che si riconoscono nei valori della Costituzione, a tutte le personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che sentono il dovere elementare di rispettare e far rispettare la decisione di ciascuno sul proprio fine-vita, di mettersi immediatamente in contatto per organizzare insieme la giornata del 9 febbraio come giornata di libertà e di dignità , attraverso iniziative che si svolgano almeno in tutti i capoluoghi di regione.
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