UNA LOCALIZZAZIONE CONTRO STORIA E CULTURA!
14 gennaio 2012 | Categoria: Malefatte
Quando qualche anno fa la nostra associazione collaborò al progetto dell’Agro Romano Antico, che la Provincia di Roma aveva lanciato dopo le mille pressioni ricevute per la tutela di un lembo di territorio prezioso ed ormai unico, non avremmo mai ipotizzato che ci saremmo trovati a difenderlo da una marea di rifiuti convogliati da chi quel territorio dovrebbe tenere come gioiello da esporre al mondo intero.
Non solo un ambiente pressoché conservato integralmente che mostra l’evoluzione del rapporto tra l’uomo agricoltore e la natura ma un territorio nel quale le generazioni hanno lasciato tracce culturali inestimabili così bene inserite che ne sembrano parte integrante dal tempo dei tempi. Un patrimonio che altrove si cerca di ricostruire artificialmente con parchi tematici e che invece nell’Agro romano antico è originale.
Un paradiso!
Come valutare altrimenti l’effetto che gli imponenti e maestosi Ponti degli acquedotti romani suscitano in chi, per la prima volta se li trova davanti immersi nel mormorio dei fossi, nella vegetazione, nel tufo dei valloni?
Come valutare altrimenti l’effetto sul volto degli archeologi dei reperti che continuano ad apparire durante le campagne di scavi che si sono succedute fino a metà dello scorso anno?
Come valutare altrimenti la presenza del grande falco che anche stamani volteggiava tra Villa Adriana ed i pianori verde smeraldo che sovrastano la cava di pozzolana destinata a ricevere rifiuti puzzolenti?
Gabii, Querquetula, Villa Adriana, Porta Neola, il Castello di Corcolle in cui un Papa fu recluso con la sua corte, il Castello di Passarano, il Santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina, il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, un triangolo d’oro!
L’obiettivo di chi amministra dovrebbe essere obbligato: tutela e valorizzazione nella conservazione assoluta, invece no, l’offesa di milioni di metri cubi di rifiuti!
Chiunque nel mondo scopre quello che sta per avvenire, inorridisce e si pone una domanda: come è possibile in un paese che della Cultura è stato patria?
La risposta sta nella volgarità e nell’incultura di quegli amministratori che la decisione hanno preso, nella violenza di chi antepone la cultura del denaro a quella del patrimonio comune indisponibile per i singoli e per una sola generazione di umani!
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