“L’abolizione delle tariffe minime, senza dare alcun beneficio ai cittadini, ha tutelato i più forti e in generale ha danneggiato i professionisti italiani”. Lo ha sostenuto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, secondo cui “bisogna garantire prestazioni efficaci e tariffe che siano semplici, comprensibili, eque e trasparenti”. “Ascolterò le voci di tutti gli ordini, e dopo un’attenta analisi proporremo delle riforme che siano in grado di tenere insieme la dignità e il prestigio delle professioni e gli interessi del singolo cittadino, come abbiamo già fatto per l’avvocatura” ha detto il Guardasigilli precisando che lo scopo della riforma sarà «”un riordino della legislazione che elimini il tratto punitivo impresso da Bersani, durante il governo Prodi, nei confronti dei professionisti italiani”.

Non ci stanno le Associazioni dei Consumatori impegnate a difendere le liberalizzazioni volute da Bersani. “Il superamento dei tariffari minimi per gli ordini professionali e l’introduzione della quota-lite – dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum – non sono misure punitive per i professionisti, bensì provvedimenti che introducono elementi di libero mercato nelle professioni, così come avviene nel resto d’Europa. Il ritorno al passato non giova neppure ai neoprofessionisti che con le attuali norme hanno trovato facilitazioni per un loro inserimento nel mercato”.

“I tariffari tutelano soprattutto coloro che hanno già consolidato e acquisito una propria posizione nel settore. Nella riforma – prosegue Pietro Giordano, Segretario nazionale Adiconsum – il Ministro Alfano si preoccupi anche di come ridurre l’evasione fiscale nelle professioni. Occorre riuscire a fare emergere l’evasione fiscale attuata dai professionisti che vantano una posizione di forza, particolarmente in quei settori ove il cliente è maggiormente debole. Basti pensare alla condizione di un consumatore che richiede assistenza legale o medica, per fare alcuni esempi, in situazioni di estremo bisogno per cause penali o per gravi malattie. Se il Ministro della Giustizia Alfano reintrodurrà le vecchie regole, così come preannunciato, sappia che fa l’interesse di pochi a scapito di quelli più ampi e numerosi dei consumatori e dei neoprofessionisti”.

Adiconsum chiede che le Associazioni Consumatori vengano convocate su un tema così importante per il reddito e i diritti di tante famiglie.

Stupiti e preoccupati dalla posizione espressa dal Governo di voler abolire le tariffe minime per i Professionisti Italiani, si dicono, invece, Federconsumatori e Adusbef. “Il processo di liberalizzazioni in questo settore, avviato da Bersani, ha consentito maggiore competitività, più concorrenza, inserimento di nuove generazioni ed ovviamente minori costi a beneficio dei cittadini”.

Adusbef e Federconsumatori si impegneranno a contrastare ogni iniziativa corporativa tendente a riportare il nostro Paese indietro di anni con gravi conseguenze dal punto di vista economico e sociale che poi pagheranno i cittadini.

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  • Gianni Innocenti

    Nato nel 1947, Perito Elettrotecnico, lavora come disegnatore, poi insegna matematica e disegno nell'istituto per la rieducazione dei minori Nicolò Tommaseo di Tivoli. Macchinista delle FS dal 1970, guida treni per 32 anni. È uno dei fondatori del Sindacato di base dei Macchinisti COMU e socio della cooperativa di macchinisti che gestisce il giornale di categoria "Ancora in Marcia". È pensionato. Si occupa di volontariato ambientale aderendo dal 1995 a Legambiente ed è tra i soci fondatori del Circolo di Tivoli di cui è ancora Presidente. Dal 2003 è coordinatore di redazione, del giornale XL. In politica dal 1973 con i Radicali, alla nascita dei Verdi aderisce a quel partito e fino al 2009 ne resta militante. È eletto consigliere a Tivoli nel 2003 e Presidente della Commissione Urbanistica. È assessore alle Politiche scolastiche e Qualità dell'aria a Guidonia nel 2009 con il Sindaco Lippiello. Nel 2010 aderisce a Sinistra ecologia e libertà e partecipa come delegato di zona al congresso nazionale di fondazione.