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	<title>La Fabbrica di Gianni &#187; Malefatte</title>
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	<description>Tutta un&#039;altra storia .... di sinistra!</description>
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		<title>UNA LOCALIZZAZIONE CONTRO STORIA E CULTURA!</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 22:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malefatte]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando qualche anno fa la nostra associazione collaborò al progetto dell’Agro Romano Antico, che la Provincia di Roma aveva lanciato dopo le mille pressioni ricevute per la tutela di un lembo di territorio prezioso ed ormai unico, non avremmo mai ipotizzato che ci saremmo trovati a difenderlo da una marea di rifiuti convogliati da chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2012/01/DSCN6195.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1028" title="DSCN6195" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2012/01/DSCN6195-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quando qualche anno fa la nostra associazione collaborò al progetto <em>dell’Agro Romano Antico</em>, che la Provincia di Roma aveva lanciato dopo le mille pressioni ricevute per la tutela di un lembo di territorio prezioso ed ormai unico, non avremmo mai ipotizzato che ci saremmo trovati a difenderlo da una marea di rifiuti convogliati da chi quel territorio dovrebbe tenere come gioiello da esporre al mondo intero.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo un ambiente pressoché conservato integralmente che mostra l’evoluzione del rapporto tra l’uomo agricoltore e la natura ma un territorio nel quale le generazioni hanno lasciato tracce culturali inestimabili così bene inserite che ne sembrano parte integrante dal tempo dei tempi. Un patrimonio che altrove si cerca di ricostruire artificialmente con parchi tematici e che invece nell’<em>Agro romano antico</em> è originale.</p>
<p>Un paradiso!</p>
<p style="text-align: justify;">Come valutare altrimenti l’effetto che gli imponenti e maestosi Ponti degli acquedotti romani suscitano in chi, per la prima volta se li trova davanti immersi nel mormorio dei fossi, nella vegetazione, nel tufo dei valloni?</p>
<p style="text-align: justify;">Come valutare altrimenti l’effetto sul volto degli archeologi dei reperti che continuano ad apparire durante le campagne di scavi che si sono succedute fino a metà dello scorso anno?</p>
<p>Come valutare altrimenti la presenza del grande falco che anche stamani volteggiava tra Villa Adriana ed i pianori verde smeraldo che sovrastano la cava di pozzolana destinata a ricevere rifiuti puzzolenti?</p>
<p style="text-align: justify;">Gabii, Querquetula, Villa Adriana, Porta Neola, il Castello di Corcolle in cui un Papa fu recluso con la sua corte, il Castello di Passarano, il Santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina, il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, un triangolo d’oro!</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo di chi amministra dovrebbe essere obbligato: tutela e valorizzazione nella conservazione assoluta, invece no, l’offesa di milioni di metri cubi di rifiuti!</p>
<p style="text-align: justify;">Chiunque nel mondo scopre quello che sta per avvenire, inorridisce e si pone una domanda: come è possibile in un paese  che della Cultura è stato patria?</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta sta nella volgarità e nell’incultura di quegli amministratori che la decisione hanno preso, nella violenza di chi antepone la cultura del denaro a quella del patrimonio comune indisponibile per i singoli e per una sola generazione di umani!</p>
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		<title>Non ci fermeranno!</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 22:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malefatte]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che ho visto ieri: il gruppo di incappucciati vestiti di nero (una settantina), preceduti da tre bandiere rosse con al centro il simbolo dei red skin heads che all&#8217;inizio di via Cavour si è infilato nel corteo pochi metri più avanti delle bandiere di sel aveva zaini pieni e pesanti sulle spalle, caschi appesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/10/OGGI-032.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1010" title="OGGI 032" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/10/OGGI-032-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quello che ho visto ieri</strong>: il gruppo di incappucciati vestiti di nero (una settantina), preceduti da tre bandiere rosse con al centro il simbolo dei red skin heads che all&#8217;inizio di via Cavour si è infilato nel corteo pochi metri più avanti delle bandiere di sel aveva zaini pieni e pesanti sulle spalle, caschi appesi alla vita, tirapugni infilati alle dita e urlava &#8220;no alla tessera<a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/10/OGGI-034.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1011" title="OGGI 034" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/10/OGGI-034-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> del tifoso&#8221;. L&#8217;immagine era  quella che comunemente definiamo squadrista.<br />
Il gruppo era facilmente identificabile dalla polizia se ci fosse stata, le loro intenzioni chiarissime, le loro azioni successive immaginabili. Il corteo ha cercato di cacciarli ma non era facile, le loro minacce, le loro mazze pesanti.<br />
<strong>Quello che penso</strong>: bastardi e vigliacchi hanno evitato accuratamente il pezzo di corteo della Fiom ed il suo servizio d&#8217;ordine che disponeva di bastoni da scopa ed era allertato. Molti di loro questa sera saranno sicuramente all&#8217;Olimpico, le forze dell&#8217;ordine probabilmente li conoscono uno per uno ma ieri non c&#8217;erano, faceva comodo ancora una volta che gli squadristi agissero. La folla di ieri che nonostante la tensione dei giorni precedenti ha avuto il coraggio di manifestare vuol dire moltissimo, c&#8217;è rabbia e voglia di cambiare. Gli insulti e le urla che i manifestanti hannno lanciato a coloro che ancora una volta si sono dimostrati fiancheggiatori e servi del governo dicono con evidenza che di violenza gratuita non si vuole sentire parlare e che la lotta contro il sistema attuale deve essere diffusa e non delegata a qualcuno che ritiene di potersene investire perchè depositario di verità assolute da imporre con ogni mezzo.<br />
Non riusciranno a tenerci a casa! Torneremo a manifestare alla faccia loro! E di chi ieri li ha lasciati devastare e terrorizzare.</p>
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		<title>UNA CUPOLA SUL TERRITORIO TIBURTINO!</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 14:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malefatte]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai è chiaro, il voto del Consiglio comunale di Tivoli sulla delibera che indirizza l’amministrazione verso la vendita delle Terme Acque albule e dell’Azienda speciale ambiente che si occupa di rifiuti, ha espresso una maggioranza trasversale, emblematica di quello che sta succedendo sul territorio che va da Guidonia Montecelio a Castel Madama passando per Tivoli. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/09/DSCN2607.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1005" title="DSCN2607" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/09/DSCN2607-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ormai è chiaro, il voto del Consiglio comunale di Tivoli sulla delibera che indirizza l’amministrazione verso la vendita delle Terme Acque albule e dell’Azienda speciale ambiente che si occupa di rifiuti, ha espresso una maggioranza trasversale, emblematica di quello che sta succedendo sul territorio che va da Guidonia Montecelio a Castel Madama passando per Tivoli. Non c’entra più la politica è solo l’incontentabile potere economico.</strong></p>
<p><strong>Nel caso delle società per azioni tiburtine il nocciolo non è vendita si o no ma: regalarle a Terranova e Cerroni si o no?</strong></p>
<p><strong>Perché quello che si delinea è proprio un regalo, ai danni dei cittadini e del bilancio comunale se dovesse andare in porto l’idea iniziale, risalente alle ultime amministrazioni di centro sinistra, di dividere in due il 60% delle azioni di proprietà del comune e metterle in vendita separatamente destinando addirittura un 30% ad azionariato popolare. A Bartolomeo Terranova basterebbe quindi acquistare il 30% per impadronirsi della maggioranza delle azioni e della Società che sta diventando anche costruttrice di palazzi su terreno pubblico. Chi spenderebbe soldi per comprare un pacchetto azionario di minoranza di uno stabilimento termale le cui risorse idriche hanno attualmente problemi scarsità in sorgente?</strong></p>
<p><strong>Conseguenza visibile anche agli ingenui un prezzo di vendita basso e quindi regalo! Idem per l’Asa il cui deficit deriva dall’incapacità di riscuotere i crediti per milioni che vanta.</strong></p>
<p><strong>Partendo dalle terme tiburtine e da coloro che sono intenzionati a svenderle,  transitando per il loro Consiglio di amministrazione, si arriva al gruppo di sostenitori dell’attuale Sindaco di Guidonia il cui nome appare sul cartello del contestato palazzo in costruzione a via Catullo di proprietà delle Acque albule e su altri lavori effettuati nello stabilimento termale. </strong></p>
<p><strong>A Guidonia troviamo, tra i sostenitori del Sindaco, il gruppo di Parentopoli, protagonista dello scandalo Atac e di una trasmissione di Report che grazie alle sue cooperative ed alle clientele sta espandendo il proprio potere fino a Sant’Angelo Romano (dove, oltre alla fallimentare raccolta differenziata, si è appena assicurato il controllo della scuola comunale per l’infanzia) e a Castel Madama.</strong></p>
<p><strong>Su alcune cooperative che agiscono in zona poi, sui loro metodi, sui loro collegamenti a politici della zona, sul modo in cui sfruttano i dipendenti, sul tradimento del principio della solidarietà tra i lavoratori che le ha originate, sorvoliamo, ma solo per adesso!</strong></p>
<p><strong>La sensazione di una Cupola di potere che agisce sul territorio, che intende governarne l’economia ed il futuro degli abitanti si fa certezza se pensiamo al voto di ieri nel Consiglio comunale di Tivoli e si sente odore di poteri pericolosi se ripensiamo al sequestro di circa quattrocento appartamenti avvenuto lo scorso anno guarda caso a Sant’Angelo Romano o sentiamo parlare di usura. </strong></p>
<p><strong>Se tra le emanazioni della Cupola c’è chi senza scrupoli utilizza addirittura i diversamente abili ed i bambini per spremere fondi ai nostri Comuni offrendo, privo di professionalità, servizi scadenti! </strong></p>
<p><strong>Se si ricattano i lavoratori con lo spettro del licenziamento!</strong></p>
<p><strong>E’ ora di muoversi! Occorre che tutte le forze sane, libere e non ricattabili, che sul territorio vivono ed agiscono facciano rete tra loro e si coalizzino prima che sia troppo tardi! </strong></p>
<p><strong>E’ in gioco il nostro futuro prossimo,  quello di tutta la zona ed in particolare dei giovani che sono il domani e nei confronti dei quali abbiamo grosse responsabilità!</strong></p>
<p><strong>Muoviamoci, prima che ci sottraggano ogni bene comune, prima che diventino coloro davanti ai quali doverci inchinare per avere un lavoro, una visita sanitaria, una licenza, un permesso di costruire, un diritto qualsiasi.</strong></p>
<p><strong>Se siamo riusciti a conservarci l’acqua libera e ad allontanare il pericolo delle centrali nucleari possiamo impedire, facendo rete e coalizzandoci, che la Cupola ci inchiodi al comodo subire e si impadronisca di tutto! </strong></p>
<p><strong>Tivoli, 11 settembre 2011                                                                </strong></p>
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		<title>Pioveva, la muraglia resta ma noi anche!</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 23:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malefatte]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbracciamo la Cultura è la campagna nazionale di protesta che vuole riportare all’attenzione degli italiani e di tutti gli amministratori pubblici sullo stato di abbandono in cui versano: il patrimonio monumentale della Nazione, la Cultura, l’Arte in tutte le sue espressioni, il paesaggio. Un Paese famoso nel mondo per i suoi monumenti, per le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/04/DSCN3664.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-923" title="DSCN3664" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/04/DSCN3664-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Abbracciamo la Cultura è la campagna nazionale di protesta che vuole riportare all’attenzione <a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/04/DSCN3669.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-924" title="DSCN3669" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/04/DSCN3669-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>degli italiani e di tutti gli amministratori pubblici sullo stato di abbandono in cui versano: il patrimonio monumentale della Nazione, la Cultura, l’Arte in tutte le sue espressioni, il paesaggio. Un Paese famoso nel mondo per i suoi monumenti, per le sue espressioni artistiche, per la sua musica e che da queste espressioni trae ingenti introiti economici, lascia che tutto si degradi, riducendo al minimo contributi e tutela.</p>
<p style="text-align: justify;">Tivoli “città d’arte” è in questo esemplare, sempre sporca e malmessa, presenta al visitatore un volto pessimo e, quello che più preoccupa, vede i tiburtini abituati e rassegnati a convivere con una città la cui immagine dominante è quella della sciatteria.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure tutti facciamo i turisti, tutti visitiamo i comuni delle vicine Toscana, Umbria e Marche, il Viterbese, i piccoli paesi della Val d’Aniene e dell’Abruzzo, ovunque la pulizia, e la cura dell’arredo urbano testimoniano di un’attenzione verso i luoghi pubblici più dignitosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sciatteria diffusa, la Muraglia ed il degrado che insultano il Mausoleo dei Plauzi e l’antico Ponte sull’Aniene sono qualcosa di cui la città e chi la amministra devono vergognarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il luogo è antichissimo, il Ponte risale al I secolo a.C. mentre il mausoleo, fu fatto costruire da Marco Plauzio Silvano nel I secolo d.C.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul ponte transitava l’antica via Tiburtina ed in quel sito prossimo all’ingresso della città, nel 1155 Federico I Barbarossa incontrò il Papa Adriano IV. L’imperatore ricevette le chiavi di Tivoli che si affidò alla sua protezione e ricevette in cambio l’autorizzazione ad utilizzare quell’Aquila imperiale ancora presente, insieme al ponte, alle torri ed alle acque dell’Aniene,  nel suo stemma. E’ evidente che proprio al sito archeologico di Ponte Lucano si ispira il simbolo cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene un punto simbolico di tale importanza per la città delle acque si trova ora in uno stato di abbandono difficilmente descrivibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla quarantina di manifestanti tiburtini di Legambiente, Sel e Verdi,  che venerdì 15 aprile, indossando la pettorina arancione di “Abbracciamo la cultura” hanno distribuito volantini e presidiato la muraglia per richiamare l’attenzione sulla necessità di riqualificare il sito, è apparsa una situazione peggiore di quanto si potesse immaginare.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l’esterno è penosamente visibile a tutti, l’interno è ancora peggio: cumuli di rifiuti,  erbe infestanti e melma puzzolente che man mano si sta depositando grazie agli interventi delle pompe idrovore che ad ogni intervento, in coincidenza con gli allagamenti derivanti copiose precipitazioni atmosferiche, trasferiscono oltre il muro  l’acqua mista a liquami di fogna. L’acqua convogliata resta per giorni nella depressione ai piedi del mausoleo e probabilmente al suo interno. Si sta creando spessi depositi di fanghiglia puzzolente che probabilmente richiede un intervento del servizio prevenzione della Asl RMG per controllarne la carica batterica dato che a poche decine di metri si trovano abitazioni ed attività produttive.</p>
<p style="text-align: justify;">Il monumento è aggredito da rovi e altre piante infestanti alla base e sulla sommità, vistose crepe verticali ne percorrono la struttura e fanno temere per la sua stabilità dato che ad ogni piena del fiume la corrente lo circonda e per effetto del muro di cemento crea moti violenti alla sua base.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fango sta pian piano occupando anche la pavimentazione dell’antico ponte che a causa dell’innalzamento del letto del fiume, nonostante il protocollo firmato del 2005 mai dragato, subisce in sommità la corrente impetuosa delle piene e l’urto violento delle decine e decine di tronchi che l’acqua trasporta e le arcate fanno diventare sbarramento ogni volta rimosso con urgenza e notevole esborso di soldi pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Una situazione disastrosa e gravissima tanto da far inserire il sito tra i 93  che nel 2009, il <em>World Monuments Found</em>, ha inserito nell’elenco che pubblica ogni anno dei monumenti in grave pericolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una situazione che deve essere affrontata rapidamente prima che danni irreparabili si creino ai monumenti. Indipendentemente, ma senza dimenticare le ragioni, alcune delle quali evidentemente legate alla speculazione edilizia, per le quali la vergognosa muraglia è stata realizzata, occorre che il Sindaco si attivi per mettere in piedi una iniziativa tecnico-scientifica dalla quale venga approntato un piano alternativo che, tutelando le attività produttive della zona, faccia scomparire la muraglia e riqualifichi l’intero sito archeologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche un assemblea pubblica chiedono i manifestanti nel volantino distribuito, nella quale la cittadinanza possa esprimere tutte le perplessità sul cervellotico e costoso progetto attuato finora, le necessità di modifica, le attenzioni da portare all’Aniene la cui acqua, il giorno della manifestazione, era completamente celeste, a causa delle migliaia di litri al secondo di acqua e detriti provenienti dalle cave di travertino che il Fosso delle Prata convoglia  nel fiume!</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Assassinato barbaramente Vittorio Arrigoni: Pacifista!Oggi manifesteremo con il lutto!</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 09:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi dalle 18 alle 19,30 si svolgerà a Ponte  Lucano-Villa Adriana la manifestazione organizzata da Circolo Legambiente di  Tivoli, Circolo SEL di Tivoli, Verdi e Costituente ecologista nell&#8217;ambito  della Campagna nazionale &#8220;Abbracciamo la cultura&#8221; contro l&#8217;orribile muraglia che  oltraggia il Mausoleo dei Plauzi ed il ponte romano  sull&#8217;Aniene.
I manifestanti avranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Oggi dalle 18 alle 19,30 si svolgerà a Ponte  Lucano-Villa Adriana la manifestazione organizzata da Circolo Legambiente di  Tivoli, Circolo SEL di Tivoli</strong>, <strong>Verdi e Costituente ecologista nell&#8217;ambito  della Campagna nazionale &#8220;Abbracciamo la cultura&#8221; contro l&#8217;orribile muraglia che  oltraggia il Mausoleo dei Plauzi ed il ponte romano  sull&#8217;Aniene.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>I manifestanti avranno un segno di lutto  sulle pettorine arancioni, per ricordare Vittorio Arrigoni: il pacifista  barbaramente assassinato nella Striscia di Gaza.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><em>Vittorio era uno di quei pacifisti  impegnati direttamente sul campo che danno tanto, troppo, fastidio a tutti  coloro che non amano la pace e la pacifica convivenza tra i popoli. Proprio per  questo non esprimiamo commenti sulla provenienza degli infami assassini e sui  mandanti, in attesa di prove certe della  appartenenza.</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">Resta la rabbia di ogni volta in cui la  barbarie della violenza contro gli inermi prevale. Restano il dolore forte e la  solidarietà a tutti gli operatori di pace che idealmente  abbracciamo.</span><br />
</em></strong></p>
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		<title>Via la Muraglia di Ponte Lucano! Venite a manifestare!</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 23:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malefatte]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì prossimo, 15 aprile, manifestiamo dalle 17,30 alle 19,30 davanti alla vergognosa muraglia di Ponte Lucano per chiedere con forza che all&#8217;importante sito archeologico sia resa la dovuta dignità. Lo faremo nell&#8217;ambito della campagna nazionale &#8220;Abbracciamo la Cultura&#8221; che intende portare alla ribalta le situazioni di degrado in cui versano tutto il settore della cultura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/04/volantino-plucano.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-905" title="volantino plucano" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/04/volantino-plucano-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Venerdì prossimo, 15 aprile, manifestiamo dalle 17,30 alle 19,30 davanti alla vergognosa muraglia di Ponte Lucano</strong> per chiedere con forza che all&#8217;importante sito archeologico sia resa la dovuta dignità. Lo faremo nell&#8217;ambito della campagna nazionale <em>&#8220;Abbracciamo la Cultura&#8221;</em> che intende portare alla ribalta le situazioni di degrado in cui versano tutto il settore della cultura e molti monumenti in particolare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Il  vergognoso muro che impedisce la vista del monumento, lo espone alle  esondazioni dell&#8217;Aniene rendendone precarie le condizioni di stabilità e  funziona al contrario provocando allagamenti lato Maremmana smaltiti  solo grazie all&#8217;installazione di grosse pompe idrovore.  Il muro ha uno scopo  tenuto  nascosto dalle amministrazioni comunali tiburtine, di centro  sinistra prima e di centro destra ora: l&#8217;eliminazione di un vincolo  esondazione che consentirebbe l&#8217;edificazione di ulteriori 60.000 metri  cubi di edilizia residenziale compresi nella famigerata lottizzazione  Nathan che dovrebbe sorgere nella zona di rispetto della Villa Adriana  sito Unesco. Solo recentemente infatti, grazie all&#8217;acquisizione di  documentazione da parte del WWF , è spuntata fuori una lettera con la  quale, già nel marzo 2005, il Comune di Tivoli chiedeva all&#8217;Autorità di  Bacino del fiume Tevere e all&#8217;Agenzia regionale per la Difesa Idraulica  la rimozione del vincolo esondazione in conseguenza proprio della  costruzione del muro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">In  base a queste vicende ognuno può trarre personali supposizioni e  valutazioni, resta il fatto che grazie al muro che oltraggia il Sepolcro  dei Plauzi viene eliminato l&#8217;ostacolo che impedisce la realizzazione di  palazzine a ridosso della Villa di Adriano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/04/DSCN3351.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-910" title="DSCN3351" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/04/DSCN3351-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Manifestiamo  dunque per questo: a favore della Cultura e contro una speculazione  edilizia a ridosso di uno dei siti Unesco di cui dispone Tivoli-città  turistica e che dovrebbero essere tutelati nell&#8217;interesse dell&#8217;intera  cittadinanza. Vi invitiamo ad essere presenti e ad indossare le  pettorine arancione di &#8220;Abbracciamo la cultura&#8221;</strong></span><strong><span style="color: #ff0000;"> che distribuiremo. Due ore del nostro tempo per il decoro e  nell&#8217;interesse della nostra della città contro gli interessi di pochi! </span><br />
</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">La  Muraglia di Ponte Lucano deve essere abbattuta  e non si deve costruire  a ridosso di uno dei più importanti monumenti dell&#8217;epoca imperiale!</span></h4>
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		<title>Il diritto di essere bambino</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 00:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malefatte]]></category>

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		<description><![CDATA[Le loro “case” sono sempre malmesse e troppo piccole, perché ci vivono con nonni, papà, mamma e tanti fratelli, non scelgono i loro vestitini perché di solito sono regalati o trovati nelle campane degli abiti usati.
Alcuni hanno nomi slavi, ma altri, quelli nati in Italia, si chiamano Mario, Massimo, Patrizia. E già, nati in Italia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/03/DSCN3267.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-886" title="DSCN3267" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/03/DSCN3267-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Le loro “case” sono sempre malmesse e troppo piccole, perché ci vivono con nonni, papà, mamma e tanti fratelli, non scelgono i loro vestitini perché di solito sono regalati o trovati nelle campane degli abiti usati.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni hanno nomi slavi, ma altri, quelli nati in Italia, si chiamano Mario, Massimo, Patrizia. E già, nati in Italia, la nazione del sole, del cuore che fa rima con amore, ma non per loro. Per loro c’è mal sopportazione e retaggi culturali che pesano come macigni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto è concesso loro di essere bambini? Poco a giudicare dalle condizioni in cui sono costretti a vivere nei campi. Baracche, container, ripari improvvisati, donne invecchiate dagli stenti e tanti bambini. Entrare nei campi è come entrare in una dimensione surreale, dove il tempo e lo spazio si dilatano, dove l’unica cosa che riporta “normalità” sono i bambini piccoli che giocano, comunque e nonostante tutto, come giocherebbe qualunque altro bambino.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno sguardo attento noterebbe però un’anomalia perché sono presenti solo bambini piccoli. Non si vedono i piccolissimi, quelli che impietosiscono e incontriamo in braccio alle mamme che chiedono l’elemosina e neppure quelli già grandi che l’elemosina la chiedono da soli.  Qui si cresce in fretta, qui non c’è tempo per giocare, non c’è tempo per sognare. Il <em>maternage </em>qui dura il tempo strettamente indispensabile<em> </em>e allora si deve provvedere a portare a “casa” i soldi raccattati nelle città che si raggiungono la mattina con mezzi di fortuna.</p>
<p style="text-align: justify;">L’infanzia qui viene rubata e i saccheggiatori sono l’indifferenza e i luoghi comuni che condannano questi bambini ad una vita segnata, che si riproduce inesorabilmente nelle modalità e nelle inevitabili e gravi conseguenze, ma soprattutto che non permette loro di scegliere.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa farai da grande? Quella domanda buffa e divertente che si fa ai bambini, nei campi suona come una bestemmia e si spenge sulle labbra quando li guardi negli occhi. Gli occhi immensi di ogni bambino che guarda il mondo, che dovrebbero rimandare gioia, serenità e consapevolezza di essere un valore per la società, ma che invece ti colpiscono al cuore perché sono occhi seri, quasi rassegnati.</p>
<p style="text-align: justify;">Occhi che hanno visto già cose che un bambino non dovrebbe vedere, che ti scrutano e che la domanda sembrano farla a te, forte, cruda e terribilmente vera: “ma cosa posso fare io da grande?” “Cosa, se vivo in questa situazione ai margini, poveri tra poveri, dove nessuno di quei diritti dei bambini e delle bambine viene rispettato e dove si impara in fretta che la vita te la devi guardare da solo, dove anche andare a scuola è un privilegio che improvvisamente si può interrompere perché uno sgombero fa svanire il sogno di essere un bambino.”   Restituiamo loro il futuro, anche a loro come a tutti i bambini che La carta internazionale dell’infanzia è chiamata a tutelare e a difendere dai soprusi, dalle violenze e dalle ingiustizie. Lasciamoli crescere, fantasticare con i sogni che tutti i bambini dovrebbero fare “<em>io da grande voglio fare il pompiere, il carabiniere, il falegname, la parrucchiera, la maestra… </em><strong>ma oggi lasciami essere bambino”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anna Maria Pensa</strong></p>
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		<title>Scacciati! Come le mosche</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 09:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malefatte]]></category>

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		<description><![CDATA[Il campo nomadi abusivo di Stacchini è sgombro! Finalmente! Diranno in molti. Diminuiranno i furti, i treni non si fermeranno più perché è stato rubato il rame, non ci saranno più quelli che frugano nei cassonetti per raccattare qualcosa e che disturbano tanto la vista. Gli esseri umani scuri di pelle e malvestiti disturbano l’estetica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/03/DSCN3282.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-881" title="DSCN3282" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/03/DSCN3282-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il campo nomadi abusivo di Stacchini è sgombro! Finalmente! Diranno in molti. Diminuiranno i furti, i treni non si fermeranno più perché è stato rubato il rame, non ci saranno più quelli che frugano nei cassonetti per raccattare qualcosa e che disturbano tanto la vista. Gli esseri umani scuri di pelle e malvestiti disturbano l’estetica, non i cassonetti sempre opulenti dei nostri rifiuti! Non le immondizie buttate per terra nelle strade!</p>
<p style="text-align: justify;">Sono arrivati lunedì 18, una quindicina di volanti della Polizia, Vigili Urbani, unità cinofile e ruspe luccicanti, nuove di zecca, hanno bussato così forte alle porte che i bambini si sono spaventati.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno iniziato a demolire le baracche contrassegnate da un grosso numero tracciato con la bomboletta spray da chi ne aveva fatto il censimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno iniziato a demolire le baracche dove non c’era nessuno, diciotto. Qualcuno è rimasto solo con quello che aveva indosso!  Alcune baracche,  erano vuote di bambini solo perché erano nella scuola che frequentavano da un paio di anni. Le donne, dal volto rassegnato e gli occhi non domi come quelli di ogni madre, si stringevano le mani: “Cosa dirò ai miei figli quando torneranno da scuola? Sono anche bravi, a scuola prendono molti dieci. Mi hanno portavo via la bombola per non farmi cucinare, cosa potrò dare loro da mangiare?”</p>
<p style="text-align: justify;">Il “lavoro” lo hanno terminato ieri, il giorno dopo le celebrazioni dell’Unità d’Italia, di quell’Italia fatta sulle spalle dei meridionali spolpati fino all’osso, angariati e martirizzati in centinaia di migliaia dai piemontesi!</p>
<p style="text-align: justify;">Per donne e bambini destinazione  Castelnuovo di Porto come si diceva da qualche giorno, gli uomini vadano dove vogliono! Ma è difficile spezzare quei nuclei familiari con tanti bambini!   Non c’era un assistente sociale, non c’era un medico, non un’ambulanza,  non c’era una divisa della Croce rossa che dovrebbe occuparsi dei centri dove alcuni dovrebbero essere rinchiusi. Non c’erano diritti, solo disperazione! Noi che eravamo andati a portare un minimo di umanità, insieme a Virgilio Fantini della Caritas, agli Amici di Sant’Egidio, a Salvatore Ravagnoli del Comitato di quartiere, abbiamo cercato qualcuno del comune, figuriamoci! Nessuno!</p>
<p style="text-align: justify;">Solo Andrea Ferro e Federico Colia consiglieri di minoranza e Sabatino Leonetti vice presidente della Provincia che ha dovuto minacciare di telefonare al prefetto per poter entrare nel campo in demolizione. Per il comune è arrivato, l’ultimo giorno, il segretario comunale</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno detto loro solo DOVETE ANDARVENE DA QUI E BASTA! DOVE NON SONO AFFARI NOSTRI! VERSO LA PONTINA, LONTANI DA ROMA!</p>
<p style="text-align: justify;">Scacciati come le mosche appunto. Donne e bambini, l’anziana sulla sedia a rotelle sgangherata operata al cervello, il vecchio che si reggeva a malapena sul bastone di fortuna. Qualche uomo con sulle spalle i pochi averi recuperati con i quali stipare una automobile decrepita.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’erano le telecamere a Stacchini, il campo che si era allargato a dismisura da quando la capitale di Alemanno ha iniziato a disfarsene sputandoli all’esterno del raccordo anulare come vuole fare con tutte le sue immondizie! Lui vuole solo i turisti con il portafogli pieno. Si cucca i 30 milioni europei ma i nomadi li caccia oltre il raccordo anulare.</p>
<p style="text-align: justify;">Dove sarà andata Elisa, 21 anni e le sue tre bimbe? Dove avrà dormito stanotte Camelia con i suoi quattro figli due dei quali dovevano tornare dalla  scuola Rodari? Forse alla stazione si dice! E Narcisa con la sua famiglia? E Florentina e Massimo di due anni, che avevo accarezzato domenica e parlava così bene l’italiano?</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi parla la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia? Per quali bambini se non per questi, come tutti gli altri, da tutelare?</p>
<p style="text-align: justify;">E’ libero Stacchini! Resteranno per poco rifiuti e le macerie di legno in una scena da tsunami, come qualche anno fa, poi piano piano gli invisibili torneranno e tutto ricomincerà.</p>
<p style="text-align: justify;">Soldi per lo sgombero spesi, forze dell’ordine sottratte ad altri interventi, spreco!</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto inutile se non si crea un meccanismo diverso che si basi sulla solidarietà, sulle possibilità di lavori secondari che noi rifiutiamo, sulla scolarizzazione dei bambini, sull’adozione a distanza prossima, sull’aver cura dell’Essere umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto i soldi arrivano dall’Europa, qualcuno li intasca ma non si risolve nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">E se ogni comune della Val d’Aniene, proporzionalmente alle sue dimensioni, avesse adottato due o tre famiglie, destinando loro una casa sfitta, mandando i bambini a scuola, affidando lavori di manovalanza, piccolo artigianato o cura degli anziani?</p>
<p style="text-align: justify;">Stacchini è libero ma il cuore dei tiburtini sarà più lieve? E gli amministratori comunali potranno vantarsene? E’ la chiesa, rimasta in un silenzio assordante! A noi resta nelle orecchie quella voce di donna: “ abbiamo solo la colpa di essere poveri|”. Ma ormai è lontana…</p>
<p style="text-align: justify;">Tanto oggi a Tivoli c’è la fiera di San Giuseppe!</p>
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		<title>Tivoli: oltraggio alla cultura!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 18:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malefatte]]></category>

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		<description><![CDATA[Potrà anche non piacere ma è la statua che il maestro Igor Mitoraj, unanimemente riconsciuto come il più importante scultore contemporaneo, ha appositamente scolpito, utilizzando il travertino locale, per piazza Trento dalla quale si accede alla Villa d&#8217;Este. E&#8217; stata tolta d&#8217;opera a metà agosto scorso perchè sarebbe di intralcio allo svolgimento della più importante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/03/statua-p-trento.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-866" title="statua p trento" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/03/statua-p-trento-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Potrà anche non piacere ma è la statua che il maestro Igor Mitoraj, unanimemente riconsciuto <a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/03/15022011_004_2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-867" title="15022011_004_" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/03/15022011_004_2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="169" /></a>come il più importante scultore contemporaneo, ha appositamente scolpito, utilizzando il travertino locale, per piazza Trento dalla quale si accede alla Villa d&#8217;Este. E&#8217; stata tolta d&#8217;opera a metà agosto scorso perchè sarebbe di intralcio allo svolgimento della più importante manifestazione religiosa tiburtina l&#8217;Inchinata! Fole da integralisti!                                                                                 Da allora è sparita dagli occhi di turisti e tiburtini, sulla piazza non si ascolta più il mormorio del velo d&#8217;acqua che scendeva dalla sommità della statua.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco dov&#8217;è, confinata contro il muro in un magazzino del comune, tra un motocarro in disuso, motorini e materiali accatastati non più utilizzabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Tivoli città dell&#8217;Unesco, della Villa Adriana, della Villa d&#8217;Este, della Villa Gregoriana, del Santuario di Ercole Vincitore, della Mensa Ponderaria, dimostra così il suo livello culturale, l&#8217;attenzione alle opere d&#8217;arte dei suoi amministratori che in questi giorni hanno consentito, per il carnevale, uno sgangherato mercato di bancarelle sistemate anche sulle aiuole dei giardini Garibaldi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra che la statua sarà riposizionata nella piazza, arretrata di circa tre metri, messa all&#8217;angolo in pratica! Intanto resta in mezzo ai materiali accatastati, invisibile e oltraggiata!</p>
<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è da vergognarsi?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Cultura in Rovina e gli Sprechi della Casta</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 14:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Malefatte]]></category>

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		<description><![CDATA[Un libro da leggere!

«Vandali»: come il nostro Paese sta sperperando la sua ricchezza
L’Italia, il Paese con più siti Unesco «patrimonio  dell’umanità», sta distruggendo la sua unica ricchezza: l’arte e il  paesaggio. Al danno culturale va sommato quello economico. Eravamo i  primi al mondo nel turismo, siamo scivolati al 28˚posto. La politica?  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #993366;">Un libro da leggere!</span></h2>
<h2>
<div id="attachment_851" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/02/DSCN3068.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-851" title="DSCN3068" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2011/02/DSCN3068-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Tivoli il nuovo palazzo dello sport</p></div>
<p>«Vandali»: come il nostro Paese sta sperperando la sua ricchezza</h2>
<p style="text-align: justify;">L’Italia, il Paese con più siti Unesco «patrimonio  dell’umanità», sta distruggendo la sua unica ricchezza: l’arte e il  paesaggio. Al danno culturale va sommato quello economico. Eravamo i  primi al mondo nel turismo, siamo scivolati al 28˚posto. La politica?  Troppo concentrata sui suoi privilegi per potersene occupare. Un quadro  desolante raccontato in «Vandali» (Rizzoli, 18 e), l’ultimo libro degli  inviati del «Corriere» Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Pubblichiamo  qui uno stralcio dell’ultimo capitolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>«Non ci sta &#8216;o tempio greco antico?</strong> E noi lo facciamo nuovo  nuovo!». La luminosa idea folgora il consiglio comunale di Albanella, un  comune salernitano nell&#8217;entroterra di Paestum il 28 novembre 2005.  Detto fatto, votano una delibera ufficiale. Certo, in contrada San  Nicola c&#8217;è un tempio vero, dedicato a Demetra, dea delle messi, del IV  secolo a.C., mai portato alla luce nonostante gli archeologi chiedano da  tempo immemorabile un po&#8217; di fondi per gli scavi. Ma dite voi: perché  tenersi dei vecchi ruderi marci se si può fare una bella cosa antica su  misura?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Varano così, per sfruttare un po&#8217; di </strong>finanziamenti Fas (Fondo  aree sottoutilizzate), il progetto di «un parco urbano a tema denominato  &#8220;Megale Hellas&#8221;» che, ricorda il giornale «Positano News», «prevede una  spesa di 1.444.444,44 euro e dovrebbe inserirsi all&#8217;interno di un  circuito turistico che consenta di &#8220;coptare&#8221; i turisti che annualmente  si recano in visita al Museo archeologico della città di Paestum. Il  progetto prevede la realizzazione di un anfiteatro sulla cui sommità  sorgerebbe una riproduzione di un tempio realizzato in calcestruzzo  armato rivestito in travertino». (&#8230;)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Macché: nonostante gli appoggi in </strong>consiglio regionale, il grande  sogno del tempio dorico in calcestruzzo viene travolto dalle polemiche,  dagli strilli di indignazione degli archeologi e dalle avvisaglie di  un&#8217;inchiesta della Corte dei conti. Peccato. Perché sarebbe stato la  metafora perfetta di come la cattiva politica, mentre dieci, cento,  mille templi di Demetra sono abbandonati all&#8217;incuria e ai tombaroli, se  ne sta chiusa nel tempio dei propri privilegi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto costano ad esempio i voliblu </strong>dei ministri, dei  sottosegretari e di chi ricopre alte cariche istituzionali? A Londra vi  basterebbe andare sul sito web di Downing Street: ci sono uno per uno  tutti i viaggi all&#8217;estero fatti dai membri del governo che abbiano  comportato per l&#8217;erario una spesa superiore alle 500 sterline. Dal 1997 a  oggi. Vi si spiega se il ministro ha viaggiato in treno, con volo di  linea, con un aereo del 32° squadrone della Raf o altro apparecchio a  disposizione. Perché viaggiava. Chi c&#8217;era a bordo. (&#8230;)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qui no. Zero su Internet, zero sui documenti ufficiali</strong>, zero sui  bilanci a disposizione dei cittadini. «Fate una richiesta ufficiale».  L&#8217;abbiamo fatta. Tempestando di lettere la presidenza del Consiglio.  Cocciuti. Tutti i giorni. Lunedì, martedì, mercoledì&#8230; Per  settimane.(&#8230;) Un muro inespugnabile. Finché, miracolo miracoloso, dopo  due mesi, a gennaio 2011, è arrivata una risposta. Da incorniciare. Vi  «si fa presente che le informazioni relative ai costi sostenuti dalla  Cai», cioè quelle più importanti perché riguardano i servizi segreti,  «sono coperte da vincolo di riservatezza, che involge l&#8217;intera attività  della compagnia area». E che «per quanto concerne, invece, i dati  ostensibili, si è in attesa delle risultanze che saranno fornite  dall&#8217;Aeronautica militare, cui è stata inoltrata richiesta in tal  senso». Quindi? Amen. (&#8230;)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eppure, perfino le scarne informazioni concesse </strong>aiutano a capire.  (&#8230;) Dall&#8217;insediamento del Cavaliere l&#8217;8 maggio 2008 al 31 dicembre  gli aereiblu volano 3.294 ore: 411 al mese. Nel 2009, 5.931 ore: 494 al  mese. Nei primi dieci mesi del 2010, 5.076 ore: 507 al mese.  Confrontiamo su dati omogenei il 2005 dei record e il 2009? Nel 2005  c&#8217;erano al governo 98 persone, nel 2009 mediamente 61. Conclusione:  nell&#8217;anno del primato costato complessivamente 65 milioni di euro, gli  aerei del 31° stormo volarono 78 ore e 50 minuti l&#8217;anno per ogni membro  del governo, nel 2009 per 97 ore e 15 minuti. Un aumento del 23,3%. Alla  faccia di tutti i bla bla sui costi della politica e le promesse di  tagli. (&#8230;) E i voliblu coi «servizi»? Segreti. I costi totali?  Segretissimi. (&#8230;)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È questa sproporzione tra il Palazzo e</strong> tutto il resto che  stordisce. (&#8230;) Ricordate la storia dello psichiatra Luigi Cancrini?  Eletto deputato coi Comunisti italiani, sosteneva che gli spettasse  oltre allo stipendio della Camera anche il vitalizio della Regione Lazio  maturato dopo esser stato consigliere regionale per tre legislature.  Era così sicuro di averne diritto da fare ricorso al tribunale civile di  Roma. Scoppiò un putiferio. E prese le distanze anche il governatore  Piero Marrazzo: «I costi della politica sono già così alti che se  riuscissimo a ridurne qualcuno faremmo cosa buona e giusta».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sagge parole. In seguito allo scandalo </strong>che lo costrinse a  dimettersi è arrivato però anche il suo turno. E allora non c&#8217;è stato  più «costo della politica» che tenesse. Anzi, gli è sembrata cosa buona e  giusta, archiviata l&#8217;avventura politica dopo appena quattro anni e  mezzo da governatore e incamerata la liquidazione (31.103 euro per un  solo mandato quinquennale) passare all&#8217;incasso anche per il vitalizio.  Possibile? E da quando? Alla domanda di Giuseppe Rossodivita, il  capogruppo radicale in Regione deciso a vederci chiaro, è stato  risposto: dal 12 maggio 2010. Quando l&#8217;ex presidente, nato il 29 luglio  1958, aveva 51 anni. Quattordici in meno di quelli richiesti per andare  in pensione agli italiani. (&#8230;)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non basta: grazie al fatto che quella prebenda </strong>mensile è un  vitalizio e non una pensione, distinzione che fa salire il sangue alla  testa ai lavoratori normali quale che sia il loro reddito, Marrazzo  potrà liberamente cumulare i soldi con lo stipendio di giornalista della  Rai (discreto se è vero che giurava di rimetterci, a fare il presidente  regionale) dove nel frattempo è rientrato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anno dopo anno, gonfia gonfia</strong>, la bolla dei vitalizi è diventata  un problema abnorme: l&#8217;ente presieduto oggi da Renata Polverini ha speso  nel 2010, per 179 vitalizi e 38 trattamenti di reversibilità, qualcosa  come 16 milioni di euro. (&#8230;) Ancora più sconcertante è lo squilibrio  tra i contributi che entrano dai consiglieri regionali in carica e  quelli che escono per garantire una serena vecchiaia (vecchiaia si fa  per dire, visti gli arzilli cinquantenni&#8230;) ai pensionati. Entrate:  meno di 1,7 milioni. Uscite: 16. Quasi dieci volte di più. (&#8230;) Eppure  alla Camera va perfino peggio: per ogni euro che entra ne escono 12. E  al Senato peggio ancora che alla Camera: uno entra, 13 escono. Una vera  catastrofe finanziaria: per i vitalizi degli ex onorevoli nel solo 2010  abbiamo speso 219 milioni. Molto più di quanto incassano in due anni  tutti i nostri musei e siti archeologici messi insieme. (&#8230;)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non hanno dubbi, i nostri, sulla sacralità </strong>intoccabile dei loro  privilegi. Lo conferma ciò che successe quando, nel dicembre del 2010, i  deputati dell&#8217;Api Bruno Tabacci e Marco Calgaro proposero di reinserire  nella riforma dell&#8217;Università un emendamento per dirottare 20 milioni  l&#8217;anno dei rimborsi elettorali ai ricercatori, emendamento fatto passare  miracolosamente al Senato da Francesco Rutelli in un momento di  distrazione collettiva, ma prontamente abolito alla Camera. Venti  milioni? Un quindicesimo del rimborso annuale? Mai! E la proposta,  nonostante fossero giorni in cui destra e sinistra non si sarebbero  accordate manco sull&#8217;uso o meno dell&#8217;ombrello in caso di diluvio, venne  stracciata con il concorso di 45 deputati dell&#8217;opposizione. In linea con  la tesi dello storico «tesoriere» della sinistra Ugo Sposetti. Che  aveva liquidato l&#8217;idea come «indecente». (&#8230;)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nessuno stupore. Su quello scoglio </strong>si era già schiantato pochi  mesi prima Giulio Tremonti. Il quale, proponendo un taglio dei rimborsi  ai partiti del 50% si era via via dovuto rassegnare a tagliare il 30%.  Poi il 20%. Poi il 10%&#8230; E non subito. Ma a partire dal 2013 (future  «politiche») oppure dal 2014 (future «europee») o addirittura dal 2015,  prima scadenza delle «regionali». Indecoroso. Tanto più che la stessa  manovra contemporaneamente prevedeva di tagliare del 5% o del 10% gli  stipendi pubblici più alti a partire da subito: dal 1° gennaio 2011.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un momento: non tutti gli stipendi </strong>pubblici. Non quelli, ad  esempio, dei collaboratori più stretti del governo a Palazzo Chigi. Lo  dice lo stesso bilancio ufficiale. Spiegando che il taglio tremontiano  valido per tutti gli altri italiani «ha sollevato alcuni dubbi di natura  interpretativa con specifico riferimento ai destinatari». Quindi?  Quindi, in attesa di capire bene, tagli congelati. Anzi, il capitolo di  spesa per i compensi del segretario generale e i suoi facenti funzioni  dovrebbe crescere nel 2011 da 430.000 a 520.000 euro. Come pure la voce  che riguarda lo stipendio di Berlusconi, dei ministri senza portafoglio e  dei sottosegretari alla presidenza: da 1,6 a 2,1 milioni.  Cinquecentomila euro in più. Un aumento venti volte superiore  all&#8217;inflazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E<strong> non è l&#8217;unica impennata</strong>. Nel preventivo 2009 le spese di  rappresentanza erano fissate in 200.000 euro. Sono quadruplicate:  800.000. Quelle per i convegni, i congressi, le visite ufficiali del  premier erano stabilite in 900.000 euro: hanno passato di slancio i 6  milioni, più quasi 4 non previsti per «spese relative a eventi  istituzionali anche di rilevanza internazionale». Totale: una decina.  Oltre il decuplo. Come di dieci volte sono aumentate le spese legali e  le parcelle degli avvocati: un milione nelle previsioni, 10.651.000 euro  nel consuntivo. Com&#8217;è possibile sbagliarsi di dieci volte? (&#8230;)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed è giusto che i palazzi del Palazzo</strong>, a dispetto di tutte le  promesse di sobrietà, continuino ad aumentare? Erano 15, nel 2007, gli  edifici occupati dalla presidenza del Consiglio e dai suoi «allegati». E  sembravano già un&#8217;esagerazione. Macché: nel 2009 il patrimonio  immobiliare si è arricchito di un nuovo stabile in via dei Laterani 36,  un altro preso in affitto in via della Vite e un terzo ancora in via  dell&#8217;Umiltà. Operazioni che hanno fatto lievitare nel 2011 da 10 a 13,7  milioni l&#8217;esborso per affitti. Un salasso aggravato da altri 8 milioni  abbondanti spesi per «la ristrutturazione del padiglione centrale» di un  palazzo in via della Mercede comprato in precedenza insieme con un  altro stabile ancora sullo stesso marciapiede, ma separati da una  stradina. Una seccatura: come passare dall&#8217;uno all&#8217;altro quando piove,  senza bagnarsi o essere costretti ad aprire l&#8217;ombrello? Si farà un  «collegamento ipogeo». Cioè un tunnel sotterraneo. Costo previsto:  250.000 euro al metro. Per un totale di 2 milioni e mezzo. Uno in più  dei fondi per gli «interventi per il restauro e la sicurezza della Domus  Aurea e dell&#8217;area archeologica centrale di Roma»&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella<br />
<strong>13 febbraio</strong> 2011</p>
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