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	<title>La Fabbrica di Gianni &#187; Acqua e Aniene</title>
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	<description>Tutta un&#039;altra storia .... di sinistra!</description>
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		<title>Caltagirone parla già da padrone di Acea?</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 19:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua e Aniene]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
LEGGETE QUESTA INTERVISTA DI  FRANCESCO-GAETANO CALTAGIRONE  AL &#8220;SUO&#8221; MESSAGGERO,  RILEVATE NELLE PAROLE IN CUI PARLA DI ACEA, &#8220;VA GESTITA CON CRITERI DA  AZIENDA PRIVATA&#8220;, UN TONO ORMAI QUASI DA FUTURO GESTORE ! 
 il Gruppo Caltagirone lo conosciamo bene in  tante  sue realizzazioni edilizie nelle  periferie di Roma, negli incredibili ritardi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"> </span></p>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2010/05/2010-04-24-Mess-caltagirone-su-ACEA.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-477" title="2010-04-24 Mess-caltagirone su ACEA" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2010/05/2010-04-24-Mess-caltagirone-su-ACEA-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>LEGGETE QUESTA </strong><strong>INTERVISTA</strong><strong> DI  FRANCESCO-GAETANO CALTAGIRONE  AL &#8220;SUO&#8221; MESSAGGERO,  RILEVATE NELLE PAROLE IN CUI PARLA DI ACEA, &#8220;<em>VA GESTITA CON CRITERI DA  AZIENDA PRIVATA</em>&#8220;, UN TONO ORMAI QUASI DA FUTURO GESTORE ! </strong><br />
<strong> il Gruppo Caltagirone lo conosciamo bene in  tante  sue realizzazioni edilizie nelle  periferie di Roma, negli incredibili ritardi  delle opere d&#8217;obbligo, nei disagi di decine di migliaia di  persone&#8230;.</strong><br />
</span><strong><span style="color: #0000ff;">letto questo articolo, correte a firmare anche voi il referendum per ricondurre  sotto il controllo pubblico la gestione della NOSTRA acqua  !</span></strong></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000; font-size: small;"><strong>Nell&#8217;ultima riunione del forum ho sostenuto che anche se si  vincesse il referendum, con Acea già privatizzata saremmo bell&#8217;e  fritti!!</strong></span></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000; font-size: small;">Da qui la  necessità di proporre la petizione popolare  per invitare i Comuni uscire dall&#8217;Ato2 a Tivoli ed in val  d&#8217;Aniene.</span></strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000; font-size: small;">Dalle altre componenti del forum, tranne i Verdi, abbiamo ricevuto un diniego  assoluto, credo comunque che dovremmo proseguire sul percorso che abbiamo  ipotizzato. </span></strong></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-size: small;">Gianni</span></strong> </span></div>
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		<title>Una firma per l&#8217;acqua pubblica</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 14:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua e Aniene]]></category>

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		<description><![CDATA[Sinistra Ecologia e Libertà di Tivoli aderisce alla campagna:
 
 LIBERIAMO L’ ACQUA !
Iniziativa  per la raccolta di firme a favore dei 3 referendum contro la privatizzazione dell’acqua pubblica indetti dal Forum Italiano dei movimenti per l&#8217;Acqua.
Sosteniamo la mobilitazione contro l’aggressione alle falde acquifere, in vista di iniziative locali a favore del bene pubblico più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000;">Sinistra Ecologia e Libertà di Tivoli aderisce alla campagna:</span></h2>
<p><strong> </strong></p>
<h2><strong> <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2010/04/fontana-p-dellerbe.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-399" title="fontana p dell'erbe" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2010/04/fontana-p-dellerbe-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></span><span style="color: #0000ff;">LIBERIAMO L’ ACQUA !</span></strong></h2>
<p>Iniziativa  per la raccolta di firme a favore dei 3 referendum contro la privatizzazione dell’acqua pubblica indetti dal <span style="color: #0000ff;"><strong><em>Forum Italiano dei movimenti per l&#8217;Acqua</em></strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sosteniamo la mobilitazione contro l’aggressione alle falde acquifere, in vista di iniziative locali a favore del bene pubblico più prezioso, contro la privatizzazione e la gestione sul territorio comunale da parte di ACEA, e per far togliere le mani delle multinazionali  cui la legge che vogliamo abrogare regala una remunerazione garantita sul capitale investito del 7% , dai nostri rubinetti!</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong> </strong></h2>
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="486" height="306" bgcolor="white">
<table style="height: 152px;" cellspacing="0" cellpadding="0" width="481">
<tbody>
<tr>
<td>
<h1><strong>L’acqua del rubinetto</strong></h1>
<h1><strong>non si vende e</strong></h1>
<h1><strong>non si inquina !</strong></h1>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Acqua e referendum:Il neoliberismo che piace a sinistra</title>
		<link>http://www.gianniinnocenti.org/acqua-e-aniene/acqua-e-referendumil-neoliberismo-che-piace-a-sinistra/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 13:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acqua e Aniene]]></category>

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		<description><![CDATA[Che c&#8217;è dietro il rifiuto dei  referendum per l&#8217;acqua pubblica, al di là delle parole  dette
Sul manifesto di domenica il  presidente di Publiacqua spa Erasmo D&#8217;Angelis tesse le lodi del modello toscano  di gestione dell&#8217;oro blu. Assumiamo pure che la Toscana (o Cuba) siano, per  ragioni di cultura politica generale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Che c&#8217;è dietro il rifiuto dei  referendum per l&#8217;acqua pubblica, al di là delle parole  dette</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2010/04/fontana-via-d-giuliani.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-347" title="fontana via d giuliani" src="http://www.gianniinnocenti.org/wp-content/uploads/2010/04/fontana-via-d-giuliani-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sul manifesto di domenica il  presidente di Publiacqua spa Erasmo D&#8217;Angelis tesse le lodi del modello toscano  di gestione dell&#8217;oro blu. Assumiamo pure che la Toscana (o Cuba) siano, per  ragioni di cultura politica generale, modelli «virtuosi» di misto.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo fatto, proprio come  l&#8217;argomento per cui in certe realtà italiane a gestione pubblica le cose vanno  malissimo, nulla apporta contro la necessità e la superiorità teorica del  modello di gestione democratica ed ecologica dell&#8217;acqua che si ritiene di poter  raggiungere tramite il referendum. Innanzitutto, la presenza di un pubblico  disastroso non sta a significare che il suo &#8220;commissariamento&#8221; da parte del  privato sia la soluzione migliore. A parte il fatto che esistono anche  esperienze interamente pubbliche estremamente virtuose (mi piace ricordare qui  quella di Cuneo), dobbiamo aver ben chiaro che il modello misto pubblico-privato  declinato in funzione del profitto, garantito dalla legge Galli e poi da quella  Ronchi, costituisce il miglior brodo di coltura dell&#8217;affarismo partitocratico ed  autoritario. Esso pone le premesse istituzionali per la divisione leonina di  costi e benefici (costi pubblici, benefici privati) laddove i secondi non sono  solo benefici economici tout court per gli investitori privati (Acea, ecc) ma  anche benefici per il personale politico o parapolitico coinvolto nella gestione  mista. Si tratta di vantaggi altrettanto privati anche se meno visibili, che si  concretizzano in termini di favori privati all&#8217;elite politica, se non  direttamente in quattrini per le campagne elettorali. Non mi stupisce affatto  che questo modello di gestione del &#8220;pubblico interesse&#8221;, tipico di gran parte  del terzo mondo, possa purtroppo aver coinvolto anche l&#8217;acqua cubana. Il  problema è la confusione fra l&#8217;interesse pubblico e quello delle élites  politiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò naturalmente vale anche per  altre questioni, come per esempio la gestione dei rifiuti, e ancor più  vistosamente le grandi opere pubbliche come la Tav o il Ponte sullo Stretto.  Questo mi pare spieghi sia alcune delle posizioni del Pd, che continua a  difendere il misto &#8220;for profit garantito&#8221; utilizzando la più screditata delle  idee, quella per cui i soldi per gli investimenti li metterà il privato, sia la  posizione che sta emergendo nell&#8217;Idv.</p>
<p style="text-align: justify;">Premesso che nel Pd esistono  posizioni apertamente referendarie quali quella di Roberto Placido, premiato con  oltre 11.000 preferenze nel disastro del centrosinistra piemontese, mi pare  chiaro che la posizione dei cosiddetti ecodem può soltanto considerarsi  ipocrita. Ma come si fa a pensare che nel Parlamento più impotente della nostra  storia repubblicana, dove una maggioranza trasversale larga come poche altre  difende per le ragioni suddette il &#8220;misto for profit garantito&#8221; (dall&#8217;acqua all&#8217;  energia, alle grandi opere) possa avere qualsiasi speranza di passare una  riforma che non garantisca al 100% i saccheggiatori del bene comune? Proprio  questa osservazione ha convinto l&#8217; intero arco di forze del &#8220;Forum Acqua  Pubblica&#8221; ed il &#8220;Comitato Rodotà sì acqua pubblica&#8221; a convergere convintamente  sulla soluzione referendaria. Realisticamente, infatti, tanto la legge di  iniziativa popolare sull&#8217;acqua voluta dal Forum, quanto il progetto di legge  delega sui beni pubblici della Commissione Rodotà non avrebbero forza politica  sufficiente in questo Parlamento se non sostenuti da un imponente movimento di  massa quale quello che potrebbe essere innescato dal referendum. A maggior  ragione il referendum convince tutti quanti hanno a cuore il vero interesse  pubblico (non quello delle élites di partito), per il fatto che i tre quesiti  che abbiamo elaborato, attaccando direttamente il modello di gestione mista &#8220;for  profit garantito&#8221;, pongono serie premesse teoriche per un nuovissimo modello di  governo ecologico e democratico dei beni comuni, ispirato all&#8217;art. 43 della  Costituzione, che finalmente inverta la rotta neoliberista.</p>
<p style="text-align: justify;">E veniamo a Di Pietro. Ero  presente con i compagni del Forum all&#8217;incontro con l&#8217;Idv (Di Pietro, De  Magistris, Brutti) del 12 marzo scorso e. pur nello sconforto generale per un  clima davvero povero dal punto di vista democratico, ero rimasto favorevolmente  colpito per il fatto che Di Pietro avesse detto espressamente di voler far  propri i nostri tre referendum. Su premesse comuni culturalmente e politicamente  così nette e avanzate, avevo ragionato, si troverà certamente un&#8217;intesa di  metodo. Mi ero sbagliato. Credo ora semplicemente che Di Pietro, fatti due  conti, si sia reso conto di essere ormai parte di quell&#8217;élite politica il cui  interesse privato, come quello di tutto il fronte partitocratico  antireferendario, è ben servito dal &#8220;misto for profit garantito&#8221;. Come dicono i  resistenti della Val Susa: sarà dura!</p>
<p>Ugo   Mattei                                                                     <em>Il manifesto</em>, 6 aprile 2010</p>
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