Quando qualche anno fa la nostra associazione collaborò al progetto dell’Agro Romano Antico, che la Provincia di Roma aveva lanciato dopo le mille pressioni ricevute per la tutela di un lembo di territorio prezioso ed ormai unico, non avremmo mai ipotizzato che ci saremmo trovati a difenderlo da una marea di rifiuti convogliati da chi quel territorio dovrebbe tenere come gioiello da esporre al mondo intero.

Non solo un ambiente pressoché conservato integralmente che mostra l’evoluzione del rapporto tra l’uomo agricoltore e la natura ma un territorio nel quale le generazioni hanno lasciato tracce culturali inestimabili così bene inserite che ne sembrano parte integrante dal tempo dei tempi. Un patrimonio che altrove si cerca di ricostruire artificialmente con parchi tematici e che invece nell’Agro romano antico è originale.

Un paradiso!

Come valutare altrimenti l’effetto che gli imponenti e maestosi Ponti degli acquedotti romani suscitano in chi, per la prima volta se li trova davanti immersi nel mormorio dei fossi, nella vegetazione, nel tufo dei valloni?

Come valutare altrimenti l’effetto sul volto degli archeologi dei reperti che continuano ad apparire durante le campagne di scavi che si sono succedute fino a metà dello scorso anno?

Come valutare altrimenti la presenza del grande falco che anche stamani volteggiava tra Villa Adriana ed i pianori verde smeraldo che sovrastano la cava di pozzolana destinata a ricevere rifiuti puzzolenti?

Gabii, Querquetula, Villa Adriana, Porta Neola, il Castello di Corcolle in cui un Papa fu recluso con la sua corte, il Castello di Passarano, il Santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina, il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, un triangolo d’oro!

L’obiettivo di chi amministra dovrebbe essere obbligato: tutela e valorizzazione nella conservazione assoluta, invece no, l’offesa di milioni di metri cubi di rifiuti!

Chiunque nel mondo scopre quello che sta per avvenire, inorridisce e si pone una domanda: come è possibile in un paese  che della Cultura è stato patria?

La risposta sta nella volgarità e nell’incultura di quegli amministratori che la decisione hanno preso, nella violenza di chi antepone la cultura del denaro a quella del patrimonio comune indisponibile per i singoli e per una sola generazione di umani!

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Non ci fermeranno!

16 ottobre 2011 | Categoria: Malefatte | Lascia un Commento

Quello che ho visto ieri: il gruppo di incappucciati vestiti di nero (una settantina), preceduti da tre bandiere rosse con al centro il simbolo dei red skin heads che all’inizio di via Cavour si è infilato nel corteo pochi metri più avanti delle bandiere di sel aveva zaini pieni e pesanti sulle spalle, caschi appesi alla vita, tirapugni infilati alle dita e urlava “no alla tessera del tifoso”. L’immagine era  quella che comunemente definiamo squadrista.
Il gruppo era facilmente identificabile dalla polizia se ci fosse stata, le loro intenzioni chiarissime, le loro azioni successive immaginabili. Il corteo ha cercato di cacciarli ma non era facile, le loro minacce, le loro mazze pesanti.
Quello che penso: bastardi e vigliacchi hanno evitato accuratamente il pezzo di corteo della Fiom ed il suo servizio d’ordine che disponeva di bastoni da scopa ed era allertato. Molti di loro questa sera saranno sicuramente all’Olimpico, le forze dell’ordine probabilmente li conoscono uno per uno ma ieri non c’erano, faceva comodo ancora una volta che gli squadristi agissero. La folla di ieri che nonostante la tensione dei giorni precedenti ha avuto il coraggio di manifestare vuol dire moltissimo, c’è rabbia e voglia di cambiare. Gli insulti e le urla che i manifestanti hannno lanciato a coloro che ancora una volta si sono dimostrati fiancheggiatori e servi del governo dicono con evidenza che di violenza gratuita non si vuole sentire parlare e che la lotta contro il sistema attuale deve essere diffusa e non delegata a qualcuno che ritiene di potersene investire perchè depositario di verità assolute da imporre con ogni mezzo.
Non riusciranno a tenerci a casa! Torneremo a manifestare alla faccia loro! E di chi ieri li ha lasciati devastare e terrorizzare.

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Ormai è chiaro, il voto del Consiglio comunale di Tivoli sulla delibera che indirizza l’amministrazione verso la vendita delle Terme Acque albule e dell’Azienda speciale ambiente che si occupa di rifiuti, ha espresso una maggioranza trasversale, emblematica di quello che sta succedendo sul territorio che va da Guidonia Montecelio a Castel Madama passando per Tivoli. Non c’entra più la politica è solo l’incontentabile potere economico.

Nel caso delle società per azioni tiburtine il nocciolo non è vendita si o no ma: regalarle a Terranova e Cerroni si o no?

Perché quello che si delinea è proprio un regalo, ai danni dei cittadini e del bilancio comunale se dovesse andare in porto l’idea iniziale, risalente alle ultime amministrazioni di centro sinistra, di dividere in due il 60% delle azioni di proprietà del comune e metterle in vendita separatamente destinando addirittura un 30% ad azionariato popolare. A Bartolomeo Terranova basterebbe quindi acquistare il 30% per impadronirsi della maggioranza delle azioni e della Società che sta diventando anche costruttrice di palazzi su terreno pubblico. Chi spenderebbe soldi per comprare un pacchetto azionario di minoranza di uno stabilimento termale le cui risorse idriche hanno attualmente problemi scarsità in sorgente?

Conseguenza visibile anche agli ingenui un prezzo di vendita basso e quindi regalo! Idem per l’Asa il cui deficit deriva dall’incapacità di riscuotere i crediti per milioni che vanta.

Partendo dalle terme tiburtine e da coloro che sono intenzionati a svenderle,  transitando per il loro Consiglio di amministrazione, si arriva al gruppo di sostenitori dell’attuale Sindaco di Guidonia il cui nome appare sul cartello del contestato palazzo in costruzione a via Catullo di proprietà delle Acque albule e su altri lavori effettuati nello stabilimento termale.

A Guidonia troviamo, tra i sostenitori del Sindaco, il gruppo di Parentopoli, protagonista dello scandalo Atac e di una trasmissione di Report che grazie alle sue cooperative ed alle clientele sta espandendo il proprio potere fino a Sant’Angelo Romano (dove, oltre alla fallimentare raccolta differenziata, si è appena assicurato il controllo della scuola comunale per l’infanzia) e a Castel Madama.

Su alcune cooperative che agiscono in zona poi, sui loro metodi, sui loro collegamenti a politici della zona, sul modo in cui sfruttano i dipendenti, sul tradimento del principio della solidarietà tra i lavoratori che le ha originate, sorvoliamo, ma solo per adesso!

La sensazione di una Cupola di potere che agisce sul territorio, che intende governarne l’economia ed il futuro degli abitanti si fa certezza se pensiamo al voto di ieri nel Consiglio comunale di Tivoli e si sente odore di poteri pericolosi se ripensiamo al sequestro di circa quattrocento appartamenti avvenuto lo scorso anno guarda caso a Sant’Angelo Romano o sentiamo parlare di usura.

Se tra le emanazioni della Cupola c’è chi senza scrupoli utilizza addirittura i diversamente abili ed i bambini per spremere fondi ai nostri Comuni offrendo, privo di professionalità, servizi scadenti!

Se si ricattano i lavoratori con lo spettro del licenziamento!

E’ ora di muoversi! Occorre che tutte le forze sane, libere e non ricattabili, che sul territorio vivono ed agiscono facciano rete tra loro e si coalizzino prima che sia troppo tardi!

E’ in gioco il nostro futuro prossimo,  quello di tutta la zona ed in particolare dei giovani che sono il domani e nei confronti dei quali abbiamo grosse responsabilità!

Muoviamoci, prima che ci sottraggano ogni bene comune, prima che diventino coloro davanti ai quali doverci inchinare per avere un lavoro, una visita sanitaria, una licenza, un permesso di costruire, un diritto qualsiasi.

Se siamo riusciti a conservarci l’acqua libera e ad allontanare il pericolo delle centrali nucleari possiamo impedire, facendo rete e coalizzandoci, che la Cupola ci inchiodi al comodo subire e si impadronisca di tutto!

Tivoli, 11 settembre 2011                                                               

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In ricordo di Antonella Savi

6 settembre 2011 | Categoria: ANGELI | Lascia un Commento

Domani è un anno che Antonella se ne è andata lasciando un vuoto fragoroso tra noi.

A Villa Gregoriana, un albero a lei dedicato aspetta messaggi, lettere, oggetti, pensieri, fiori ed ogni cosa  vorreste dedicarle.

L’albero, un leccio abbarbicato alla pietra, è facilmente raggiungibile, poco dopo la biglietteria lato largo sant’Angelo: una targa ricorda Antonella ed un contenitore ai suoi piedi raccoglierà i “regali”.

Il Fai e la Pierregi che gestisce i servizi della Villa daranno la possibilità, da mercoledì 7 a domenica 11, a chi intende recarsi all’albero per un saluto, di entrare da largo sant’Angelo senza acquistare il biglietto .

Sarà Sergio, che ringrazia fin d’ora tutti, a raccogliere, domenica sera, tutto quello che gli amici di Antonella avranno depositato. Sarà un postino per tutti noi, il suo cuore trasmetterà ogni cosa.

Inoltre il 7 mattina appuntamento alle ore 8,30 nei pressi del cancello del ristorante che si trova sulla sommità di Monte Ripoli per andare fino ai ruderi della dea Bona a controllare lo stato delle due querce piantate lo scorso anno in ricordo ad Antonella. Chi viene porti una bottiglia d’acqua in più per innaffiare le radici degli alberelli. Il ritorno è ipotizzabile per le tredici circa.

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Ma non basta, ora occorre che i partiti che hanno sostenuto le scelte dei promotori dei referendum presentino proposte di legge che raccolgano gli input inviati dagli elettori. Proposte che affrontino il tema dei beni comuni, li tutelino e li rendano fruibili veramente impedendo l’assalto dai finanzieri d’assalto e dalle multinazionali.

Intanto una foto da conservare a lungo: sa di impegno gioioso e convinto, di coraggio e coesione, sa di futuro! Una foto che testimonia l’aver contribuito con le proprie mani al conservarsi il bene pubblico dagli sciacalli che si preparavano a divorarlo. Una dimostrazione che tanti giovani pensano al proprio futuro a differenza di chi, con responsabilità di governo, prepara per loro un domani fatto di precarietà.
Un ricordo che ogni tanto riaffiorerà negli anni e spingerà a non arrendersi, a ritrovarsi! Una foto bella!

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Finalmente circola un po’ di informazione sui referendum! Ce n’è voluta perchè gli organi di informazione di massa si decidessero ad affrontare il tema delle centrali nucleari, quello dell’acqua pubblica, del legittimo impedimento!                Si sa, l’espressione libera dei cittadini non fa comodo al potere economico ed a quello dei grandi partiti, non per nulla abbiamo una legge elettorale che ci chiama alle urne su liste i cui candidati sono decisi dalle segreterie e per i quali non possiamo esprimere perferenze. Non è un voto libero quello in cui il cittadino non può decidere a quale candidato dare fiducia!                                                                                                                                                                                                                  Domenica e lunedì però possiamo decidere di qualcosa che ci riguarda da vicino: possiamo dire, votando SI, che non abbiamo nessuna voglia di concedere la distribuzione della nostra acqua alle multinazionali e nel nostro caso all’Acea che Caltagirone &C. sono pronti a comprare! Una società che distribuisce già ora, pur essendo al 51% in mano pubblica, acqua in modo inefficiente e che non investe minimamente. Basta osservare le informazioni relative alle perdite degli acquedotti (intorno al 40%) o alla mancata costruzione della conduttura per fornire acqua potabile al Villaggio Adriano. E dei depuratori ne vogliamo parlare? La zona in sponda destra dell’Aniene, da Ponte Gregoriano al Bivio di San Polo, scarica direttamente nel fiume Aniene. Roviano fà altrettanto. Se i referendum sull’acqua non passano, non solo vedremo l’acqua gestita dai privati ma vedremo le bollette aumentare almeno del 7%. In pratica saremo noi a consentire ai privati l’acquisto delle società che gestiscono l’acqua, attraverso l’aumento delle tariffe. Con i nostri soldi!                                                                                                                                                                                                                  E il nucleare? Incidenti drammatici a parte per le cui conseguenze Legambiente Lazio (www.legambientelazio.it) ha preparato un dossier  che trasferisce le drammaticità di Fkushima nel Lazio, ipotizzando un incidente a Montalto di Castro, sede probabilissima di ben due reattori, a me viene un pensiero: il nucleare significa continuare sulla strada dei grandissimi poli energetici  e sul controllo dell’energia. Mi chiedo: perchè il fotovoltaico e l’eolico, tecnologie ormai mature per l’indipendenza individuale non vengono liberalizzati ed ognuno di noi può produrre autonomamente l’energia che vuole senza collegarsi alla rete. Perchè non possiamo acquistare solo la corrente che ci serve? Adesso il bilancio economico, senza gli incentivi sarebbe sfavorevole ma presto, con l’avanzare delle tecnologie e della loro diffusione i costi cambieranno (in due anni il costo del fotovoltaico si è ridotto di circa il 35%). Perchè dobbiamo sopportare il contatore al sole?                                                                                                                         Del legittimo impedimento e dei privilegi che concede è inutile parlare. Per me, chi riveste cariche pubbliche dovrebbe avere un percorso giudiziario opposto: un legittimo diritto, di avere una corsia preferenziale, affinche il processo si celebri immediatamente e senza prescrizioni di sorta! Questa è una delle riforme della giustizia che vorrei vedere subito!

Ecco perchè, ma non solo, domenica 12 sarò tra i primi ad andare a votare quattro SI,  per far salire i primi indici dell’afflusso al voto e perchè si  sappia che molti italiani vanno a votare da subito, perchè vogliono far sentire il loro parere!

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I corridori sono passati veloci, la telecamera dall’elicottero era girata dall’altra parte ma il presidio ha funzionato e nuovamente l’attenzione dei giornali è tornata sullo sconcio che nega la vista dell’area monumentale.

Presto saranno presentate interrogazioni sul degrado dell’area in regione ed in Parlamento. Non demordiamo e non demorderemo finchè qualche provvedimento venga preso!

Abbiamo bisogno di aiuto però, più siamo e più contiamo in questa battaglia! Aderite, anche con i commenti su queste pagine! Le strade praticabili son molte, noi abbiamo scelto quella delle dimostrazioni che richiamano attenzione, altre associazioni stanno percorrendo altre strade istituzionali e legali, tutto va bene per un risultato necessario ed indispensabile che renda dignità al Mausoleo, al fiume ed al Ponte!

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Peppino Impastato, uno dei nostri! 33 anni ed un ricordo che non scompare, che ci stimola a resistere, in questo paese in cui la dignità sembra qualcosa da dover calpestare!

Il cippo che a Tivoli lo ricorda è nuovamente sporco e trascurato. La scorsa estate lo pulimmo e demmo una “regolata” alla siepe che lo circonda. Vogliamo adottarlo pubblicamente noi di SEL e prendercene cura assicurandone la dignità?

Fatemi conoscere le vostre adesioni e ci organizziamo!

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La muraglia che insulta

La muraglia che insulta

Giovedì 12 maggio la sesta tappa del Giro d’Italia passa davanti alla muraglia di Ponte Lucano! Il Forum “Tivoli città futura” propone una nuova presenza indossando le pettorine arancioni della campagna nazionale “Abbracciamo la cultura” per evidenziare l’oltraggio al Mausoleo dei Plauzi e all’antico Ponte e chiederne l’abbattimento. Il passaggio della corsa è previsto dalle 15 alle 15,50 Appuntamento alle 14 sul posto, abbiamo 40 pettorine diponibili e lo striscione della campagna nazionale. Cittadini e associazioni ci comunichino la loro adesione e partecipino! Saremo una macchia arancione che attirerà l’attenzione dei giornalisti al seguito della corsa sulla bruttezza del muro!

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  • Gianni Innocenti

    Nato nel 1947, Perito Elettrotecnico, lavora come disegnatore, poi insegna matematica e disegno nell'istituto per la rieducazione dei minori Nicolò Tommaseo di Tivoli. Macchinista delle FS dal 1970, guida treni per 32 anni. È uno dei fondatori del Sindacato di base dei Macchinisti COMU e socio della cooperativa di macchinisti che gestisce il giornale di categoria "Ancora in Marcia". È pensionato. Si occupa di volontariato ambientale aderendo dal 1995 a Legambiente ed è tra i soci fondatori del Circolo di Tivoli di cui è ancora Presidente. Dal 2003 è coordinatore di redazione, del giornale XL. In politica dal 1973 con i Radicali, alla nascita dei Verdi aderisce a quel partito e fino al 2009 ne resta militante. È eletto consigliere a Tivoli nel 2003 e Presidente della Commissione Urbanistica. È assessore alle Politiche scolastiche e Qualità dell'aria a Guidonia nel 2009 con il Sindaco Lippiello. Nel 2010 aderisce a Sinistra ecologia e libertà e partecipa come delegato di zona al congresso nazionale di fondazione.